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Al Salone del libro di Torino ’14 “l’Officina” dell’editoria indipendente

RETROSCENA/ A quanto risulta ad Affaritaliani.it il direttore Ernesto Ferrero e il presidente Rolando Picchioni hanno affidato alla cura dello scrittore Giuseppe Culicchia una nuova iniziativa, pensata per promuovere il lavoro degli editori indipendenti. Il format, “Officina. L’editoria di progetto”, dovrebbe trovar spazio Padiglione 1 del Lingotto… – I DETTAGLI

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Dopo il successo della seconda edizione di “Bookcity” a Milano e le 54mila presenza fatte registrare dalla 12esima edizione di “Più libri più liberi” a Roma, a Torino si lavora al Salone del libro 2014, in programma da giovedì 8 a lunedì 12 maggio. Nell’attesa che venga confermata la presenza al Lingotto di Papa Francesco (le voci circolano da quando, mesi fa, è stato annunciato che la Città del Vaticano sarebbe stato il paese ospite l’anno prossimo…),  a quanto risulta ad Affaritaliani.it il direttore Ernesto Ferrero e il presidente Rolando Picchioni hanno affidato allo scrittore Giuseppe Culicchia una nuova iniziativa, pensata per promuovere il lavoro degli editori indipendenti. Il format, “Officina. L’editoria di progetto”, dovrebbe trovar spazio il Padiglione 1 del Lingotto. E sarà anche il luogo del confronto tra gli addetti ai lavori sulla crisi della filiera del libro (non a caso, saranno protagonisti, tra gli altri, librai indipendenti e distributori). Ma non solo: dovrebbe esserci spazio anche per la poesia, per incontri sui mestieri del libro, e un ruolo importante lo giocherà anche il web.

GiuseppeCulicchia
 

A Roma, durante “Più libri”, Culicchia (autore per Laterza di “E così vorresti fare lo scrittore… La guida pratica al mestiere di scrivere”) ha presentato di persona il progetto agli editori, raccogliendo spunti ma anche dubbi. Se, ovviamente, tutti sono entusiasti per la possibilità che viene offerta dal Salone di organizzare nuovi incontri (anche sperimentali)  –  un’opportunità che, meglio precisarlo, non esclude quella di usufruire delle sale messe a disposizione ogni anno a pagamento -, c’è anche chi parla di “rischio ghettizzazione”: da una parte gli incontri con gli autori di bestseller, dall’altra quelli con gli autori meno conosciuti dal grande pubblico, teme infatti qualcuno… C’è poi un altro “freno” all’iniziativa: gli editori che con gli anni hanno “conquistato” uno spazio centrale per il loro stand al Salone, difficilmente rinunceranno alla posizione e vorranno spostarsi… A quanto pare, in ogni caso, nessuno li “costringerà” a farlo.

Un ultimo dettaglio, da non sottovalutare: a quanto abbiamo appreso, nell’”Officina” non ci sarà spazio per editori a pagamento e/o “a doppio binario”, ma solo per marchi che puntano sulla qualità (a questo proposito, vedi l’intervista di Affaritaliani.it al direttore di “Più libri più liberi” Fabio Del Giudice, che ha fatto molto discutere in rete nei giorni scorsi, ndr).

Staremo a vedere come si concretizzerà l’interessante progetto…