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Anteprima/ Scurati svela la “Casa del romanzo” di Milano…

Anteprima/ Scurati svela la “Casa del romanzo” di Milano…
Antonio Scurati
L’INTERVISTA/ Come ha annunciato l’assessore Filippo Del Corno ad Affaritaliani.it, a Milano va avanti il progetto di rilancio di Casa Manzoni, al cui interno nascerà la “Casa del romanzo”, affidata agli scrittori Antonio Scurati e Alessandro Bertante

Scurati parla dei dettagli e degli ambiziosi obiettivi del progetto con Affaritaliani.it

Casa Manzoni sarà la “Casa del Romanzo”. Il progetto è affidato a Scurati e Bertante

FilippoDelCorno

L’ANNUNCIO/ Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, in visita a Milano, ha salutato con soddisfazione il rilancio di Casa Manzoni. Come anticipa ad Affaritaliani.it l’assessore Filippo Del Corno, l’idea è quella di “dar vita a una ‘Casa del Romanzo’ che sappia raccontare lo sviluppo del romanzo stesso dai tempi del Manzoni fino ad oggi, guardando anche al futuro”. Il progetto, “di grande respiro per la città”, è affidato a scrittori come Antonio Scurati e Alessandro Bertante (già ideatori del festival Officina Italia), “che da tempo sollecitano le istituzioni della città per dar vita a uno spazio che metta al centro la letteratura…” – L’INTERVISTA (pubblicata il 12 maggio 2014) E TUTTI I DETTAGLI
 

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Come ha annunciato Filippo Del Corno in un’intervista ad Affaritaliani.it,  a Milano va avanti il progetto di rilancio della Casa di Manzoni, al cui interno nascerà la “Casa del romanzo”. Lo stesso assessore alla Cultura del capoluogo lombardo ci ha spiegato che il progetto è stato affidato agli scrittori Antonio Scurati e Alessandro Bertante, già ideatori del festival Officina Italia. “Da anni lavoriamo alla fondazione di una Casa delle letterature a Milano”, racconta ad Affaritaliani.it lo stesso Scurati. “Quando è stata individuata come sede Casa Manzoni, abbiamo subito pensato di cambiare nome. Con I Promessi Sposi è nato il romanzo italiano contemporaneo. La ‘Casa del romanzo’ sarà, naturalmente, anche un omaggio a Manzoni”. E non solo:  “Dal nostro punto di vista c’è la consapevolezza che il romanzo resta la forma letteraria centrale, nonostante periodicamente qualcuno la dia per morta”. Allo stesso tempo, chiarisce l’autore de “Il padre infedele” (libro, pubblicato da Bompiani, in gara per il premio Strega 2014), “la ‘Casa del romanzo’ di Milano sarà aperta anche agli altri generi letterari”.

IL NUOVO CDA – Per ora, ci tiene a precisare Antonio Scurati, si sta parlando di “ipotesi di lavoro. Tutto dipenderà dalle decisioni che prenderà il nuovo Cda di Casa Manzoni” (i dettagli nel box, ndr).

“LA CASA DELLA GRANDE LETTERATURA, NON DI TUTTI I LIBRI” – L’ambizioso obiettivo di Bertante e Scurati, condiviso con il ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini e l’assessore Del Corno, è quello di far sì che la “Casa del romanzo” diventi “un luogo di custodia degli autentici valori letterari, in cui la grande letteratura sia di casa, e dove le eccellenze – non solo italiane – vengano accolte“. Dove, quindi, non ci sarà spazio per tutti i libri. A questo proposito, Scurati torna sulla polemica nata dopo le dichiarazioni fatte dal ministro Franceschini al Salone di Torino sui danni causati dalla televisione al mondo del libro. 

LA “BIBLIOTECA DEL PRESENTE” – Per Scurati, quella del ministro “è stata un’uscita brusca ma veritiera. Franceschini ha messo il re a nudo, prendendosela non con la televisione in generale, ma con la tv italiana dell’ultimo trentennio, una forza anti-culturale… non ha senso, però, contrapporre il medium televisivo al medium libro. In sè, infatti, il libro non è un veicolo di cultura. La ‘Casa del romanzo’ sarà dedicata solo a quei libri che hanno un valore culturale e letterario, non ai libri in quanto tali”.  Ecco allora l’idea di dar vita “alla ‘Biblioteca del presente’, i cui scaffali all’inizio saranno vuoti e che solo nel tempo si riempiranno. Vogliamo che ospiti solo romanzi destinati a restare nel tempo”.

IL COMITATO DI ESPERTI – E’ prevista la presenza di un comitato di esperti che valuterà e proporrà testi da inserire in questa Biblioteca: “Sarà composto da scrittori, artisti e intellettuali”. Sottolinea l’autore de “Il bambino che sognava la fine del mondo”: “Io e Alessandro (Bertante, ndr) siamo gli ideatori e i promotori di questa Casa, che però non sarà certo solo casa nostra. Sarà, al contrario, uno spazio aperto al contributo a un ampio numero di amici della grande letteratura”.

IL RAPPORTO CON GLI EDITORI E CON BOOKCITY – L’iniziativa, a differenza di Bookcity, è “slegata dai gruppi editoriali. Nasce da una comunità artistica e, in questo senso, è l’evoluzione di ‘Officina Italia’…”, argomenta lo scrittore, che subito precisa: “Evidentemente, gli editori grandi e piccoli non potranno non essere nostri interlocutori. E di sicuro, la ‘Casa del romanzo’ può vivere in complementarietà con Bookcity“.

“UNA NUOVA IDEA DI WELFARE CULTURALE” – Casa Manzoni non ospiterà solo incontri con gli autori. Nelle intenzioni dei promotori, “i saperi letterari devono avere anche utilità sociale”. Spiega Scurati a questo proposito: “Ci piacerebbe proporre una nuova idea di welfare culturale. Concretamente, vorremmo far partire dei laboratori di scrittura rivolti a soggetti socialmente deboli”. Chiediamo a Scurati di fare degli esempi: “L’idea è di cominciare dagli anziani di Milano, raccogliendo le storie della loro vita, storie che gli stessi anziani, a cui forniremo gli strumenti narrativi, racconteranno a un pubblico che noi garantiremo loro“. Aggiunge lo scrittore: “Molti anziani, purtroppo, soffrono di depressione senile. Chi prenderà parte ai nostri corsi, graverà meno  sul sistema sanitario pubblico”.

NELLE SCUOLE – Oltre agli anziani si potranno coinvolgere “migranti e ragazzi che vivono in quartieri a rischio della città”. Va ricordato che non è la prima volta che si promuovono iniziative simili, e Scurati lo sa bene: “Vogliamo prendere il meglio di quello che viene fatto altrove. Penso all’esperienza romana dei Piccoli Maestri, per fare un esempio. E a proposito di scuola, ci piacerebbe affiancare gli insegnanti, che hanno sempre più difficoltà a trasmettere saperi umanistici”.

I COSTI – Ovviamente, tutti questi progetti hanno un costo. Su questo punto Antonio Scurati è chiaro: “Quest’iniziativa ha alle spalle anni di preparazione, un lungo lavoro a costo zero. Siamo convinti  che chi fa lavoro culturale debba essere retribuito, il giusto. Io non vorrò essere pagato, ma i pochi che lavoreranno a tempo piano nella struttura dovranno essere retribuiti”.

IN TEMPO PER EXPO? – Ultimo punto. I tempi di realizzazione: “Negli ultimi giorni Expo è diventata l’emblema del malaffare. E’ dunque importante che si parta in tempo per Expo 2015. Questo piccolo progetto ha un grande valore simbolico“, conclude Scurati. Ma, sui tempi di realizzazione, Filippo Del Corno è meno ottimista…