Dürer era un visual designer come Steve Jobs? Perché Eva Longoria, di Desperate Housewives, apprezza Photoshop come regalo di Natale? Scopo del catalogo Ikea è informare o incantare? Walter Benjamin ha sbagliato previsioni? E il visual designer è un pericoloso rivoluzionario, un puro esperto di grafica o un progettista di futuro? Mentre scrive la nuova guida a un mestiere che ha cinquecento anni alle spalle, e tutto il futuro davanti, con “Critica portatile al visual design – Da Gutenberg ai social network” (in uscita per Einaudi Stile Libero) Falcinelli mette ogni lettore di fronte ai due nodi fondamentali di oggi: la consapevolezza e la responsabilità.
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L’INTERVISTA Falcinelli: “Così il digitale ha rivoluzionato (e migliorato) la grafica dei libri”. L’intervista pubblicata il 14 dicembre 2011 |
Quello firmato da uno dei più apprezzati grafici editoriali italiani è un manuale (con 344 illustrazioni a due colori nel testo) per chi non vuole limitarsi a riconoscere e usare le forme, ma capire chi davvero sta parlando.
Quasi cinquant’anni dopo Il medium è il massaggio di McLuhan e Fiore, ecco un racconto che aggiorna la mappa di un mondo sempre piú governato dalle immagini.

