Il problema che abbiamo di fronte è chiaro, i fatti lo dimostrano, dobbiamo prepararci oggi ad affrontare i grandi mutamenti dei prossimi anni: la crescita esponenziale della popolazione, la perdita di risorse naturali e alimentari dovuta al sovrasfruttamento della terra e del mare, gli effetti dei cambiamenti climatici. La domanda che un’impresa dovrebbe farsi è sostanzialmente una sola, a prescindere dalla sensibilità del suo management: per rispondere alla sfida della sostenibilità, ai costi che i governi dovranno sostenere per sanare il debito con un pianeta devastato mi faccio rovinare dalle tasse o anticipo i problemi con progetti di Corporate Giving e Business sociale originali e seri? Lascio un segno della mia presenza sulla Terra in modo che mi ricordino o lascio un segno sulla Terra, forse di profitti, ma senz’altro di spoliazione? Questi i quesiti rivolti agli imprenditori più lungimiranti, che credono in uno sviluppo sostenibile e responsabile, da cui parte Diego Masi nel suo ultimo libro “Da predatori a imprenditori” attuale e incalzante in cui traccia un percorso fatto di dati, informazioni, considerazioni, statistiche ed esempi virtuosi, al fine di condurre il lettore verso la risposta e quindi la soluzione migliore. Migliore s’intende per il futuro del Pianeta e dell’impresa stessa. Secondo Masi infatti “è nell’interesse dell’impresa costruire un solido percorso di donazioni, non solo per limitare i rischi, ma anche per evitare di venire annientati dalle tasse prima o poi. E per costruire delle belle storie, che facciano bella anche l’azienda e che possano essere raccontate e raccontate ancora”. Occorre un nuovo modello di sviluppo e con esso una nuova espressione di Corporate Social Responsibility in grado di integrare nei comportamenti delle aziende i bisogni della società – e del pianeta, si chiama Corporate Giving e questo libro vuole mostrare come per le aziende sia possibile allinearsi e sopravvivere alla sfida di sostenibilità cui tutti siamo chiamati a rispondere; e al contempo “riscattarsi” e restituire al pianeta un pezzetto di ciò che hanno preso, lasciando un segno positivo del loro operato. “Questo libro vuole spiegare alle aziende che far del bene fa bene anche a loro. Se la necessità di programmare un piano di Corporate Giving moderno e aggiornato coi tempi non è tale nel cuore della realtà imprenditoriale, sicuramente lo è almeno nelle sue tasche. Perché il diritto alla sostenibilità lo richiede.”
