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Libri & Editori
Flop del bonus-libri/ Mauri (GeMS): "Deluso dal dietrofront del Governo"

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Lo scorso 17 dicembre, nel corso di una lunga intervista concessa ad Affaritaliani.it, Stefano Mauri (presidente e Ad del gruppo GeMS), aveva commentato positivamente l'iniziativa del Governo Letta, che aveva appena annunciato l'introduzione delle detrazioni fiscali per l'acquisto dei libri: "Negli ultimi anni abbiamo visto buoni e detrazioni per i decoder e per le palestre, bisogna ringraziare Letta, Zanonato e Bray se quest'anno tra le altre sono state inserite detrazioni più illuminate, e non parlo di semplici lampadine... Questa volta non si indica solo un consumo, si indica una aspirazione ad avere cittadini con un maggior senso critico e i politici che fanno queste scelte mostrano di non averne paura...”, aveva argomentato Mauri.

Dopo il flop del bonus-libri, che ne sarà della legge per la promozione della lettura?

EnricoLetta MassimoBray
 


IL CASO/ Dopo le polemiche sulle mancate detrazioni fiscali sui libri (nel frattempo, nonostante la protesta dell'Aie, è stato approvato l'emendamento Causi), inizia la discussione dell'ambiziosa proposta di legge "per la diffusione del libro su qualsiasi supporto e per la promozione della lettura". Inoltre, a fine febbraio è in programma la riunione per varare il "Piano triennale per la promozione della lettura" voluto dal ministro Bray. Ma dopo il flop del bonus-libri, la domanda diventa cruciale: ci sono le coperture finanziarie per queste iniziative? - I DETTAGLI (pubblicato il 10 febbraio 2014)

Il Governo, però, non ha mantenuto le promesse, e il bonus-libri è stato stravolto (qui tutti i dettagli sull'emendamento Causi e le polemiche degli ultimi giorni, ndr). Siamo quindi tornati a chiedere a Mauri come ha vissuto questo dietrofront: "Ovviamente sono amareggiato. Avevo dato credito a questo Governo di aver dato un segnale finalmente importante per il medio termine e per questo Paese. Un raggio di sole nella nebbia della crisi economica. Va da sé che tanto era il credito altrettanta è la delusione".

Spiega l'editore: "Non conosco il bilancio dello Stato e non so bene quali vincoli ci siano ora che non c'erano al momento del decreto, ma sono certissimo che ci siano soldi spesi molto peggio. Perciò trovino una copertura per la promessa fatta a suo tempo". 

Conclude l'Ad di GeMS: "E' una bella idea, illuminata, investire nella cultura dei propri cittadini. Direi che se si passa al buono da 18 euro forse questo Governo dovrebbe cominciare a investire nella propria, data la poca serietà... Un buono che dà diritto a un credito di imposta  ai librai creerebbe più  imbarazzi che opportunità".

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