Da tempo gli addetti ai lavori (non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa) chiedono l’equiparazione tra l’Iva che si applica ai libri cartacei (al 4%) e quella che si applica agli e-book (al 22%). Ciò darebbe una significativa scossa all’editoria digitale, ovviamente (in quest’analisi pubblicata da Wired nei mesi scorsi si chiarisce il problema).
A questo proposito, stando ad ambienti vicini al ministero dei Beni Culturali, Franceschini avrebbe previsto l’abbattimento dell’Iva per i libri digitali al 10% nel Decreto legge per la tutela e lo sviluppo del patrimonio culturale. Non ancora l’Iva al 4% dunque, ma un primo passo in quella direzione. E in questo modo, dopo la Francia, il Lussemburgo, e dopo la recente presa di posizione della Germania, anche l’Italia darebbe una spinta in vista di una decisione che dovrà essere presa a livello europeo.
Certo, dopo il pasticcio sul bonus-libri del precedente governo, prima di esultare gli editori italiani questa volta aspettano di vedere effettivamente attuato l’abbassamento dell’Iva per i testi digitali…

