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I racconti per l’infanzia di Lev Tolstoj

In libreria “I quattro libri di lettura” (Isbn edizioni, prefazione di Ermanno Olmi, illustrazioni di Alice Beniero): in questo almanacco di racconti per l’infanzia Tolstoj dà voce alla fantasia, ai sogni e alle paure dei piccoli figli di contadini alla cui educazione dedicò con passione una parte importante ma poco conosciuta della sua vita… – LEGGI UN ESTRATTO (“IL CILIEGIO SELVATICO”) E GUARDA IL BOOKTRAILER
LevTolstojISBNEDIZIONI
 

I quattro libri di lettura (Isbn edizioni, prefazione di Ermanno Olmi, illustrazioni di Alice Beniero) sono un bosco di storie, dove le foglie di una germogliano dai rami dell’altra, assumendo ora la forma di una favola ora di un racconto dal vero, ora di una leggenda ora di una descrizione scientifica. La steppa, le foreste russe, luoghi esotici e paesaggi marini sono il teatro delle avventure di personaggi indimenticabili: il re Bauakas e la principessa dai capelli d’oro, lupi, volpi e cervi, contadini e cacciatori d’orsi, fiumi, querce e ciliegi, cornacchie e pescicani… tutti mossi da un profondo e spietato istinto di sopravvivenza, ma anche da un’etica della fiducia e della generosità impugnata come unica arma possibile contro un mondo ostile. In questo almanacco di racconti per l’infanzia – dove vita e morte, natura e civiltà, uomini e animali sono legati in maniera indissolubile – Tolstoj dà voce alla fantasia, ai sogni e alle paure dei piccoli figli di contadini alla cui educazione dedicò con passione una parte importante ma poco conosciuta della sua vita. Da Il leone e il cagnolino a Bulka e Milton, da Mignolino a La scimmia e i piselli, il maestro russo scrisse ognuna di queste storie insieme ai suoi giovani scolari, per intrattenerli e accendere in loro la scintilla della curiosità.

AliceBeniero
 

UN ESTRATTO DAL VOLUME:

Il ciliegio selvatico

Un ciliegio era cresciuto sullo stradello al limitare di una piantagione di noccioli, e soffocava tutti i loro cespugli. Ero indeciso se tagliarlo oppure no, perché mi faceva compassione. Questo ciliegio non era cresciuto a forma di cespuglio, ma a forma di albero, con un diametro di una dozzina di centimetri e otto metri di altezza, pieno di biforcazioni e carico di foglie, tutto rivestito di fiori brillanti, bianchi e profumati. Il suo aroma si spandeva per una lunga distanza. Io non mi sarei deciso a tagliarlo, ma uno dei contadini – al quale in precedenza avevo detto di tagliare tutti i ciliegi selvatici – cominciò a tagliarlo a mia insaputa. Quando arrivai, l’accetta era già entrata nel tronco di sei centimetri, e ogni volta che il contadino librava due colpi nello stesso punto la linfa sgorgava fuori dalla pianta. «Niente da fare… si vede proprio che era destino!» dissi tra me, dopodiché impugnai anch’io un’accetta e mi misi a tagliare.
Qualunque sia il lavoro che si fa, lavorare dà sempre allegria; e così anche tagliare un albero può essere un’attività piacevole. Dà allegria far penetrare l’accetta di traverso, fino in fondo, e poi, con tanti colpetti perpendicolari, far saltare via il legno già tagliato, e arrivare via via sempre più vicini al centro del tronco.
Io non pensavo più al ciliegio, e mi dedicavo soltanto al lavoro, per abbatterlo nel minor tempo possibile. Quando mi sentii senza fiato, deposi l’accetta, mi aggrappai all’albero insieme al contadino e cercai di buttarlo giù. Lo scrollammo un po’, poi gli demmo uno strattone: l’albero tremò con tutto il suo fogliame, mentre sulle nostre teste cadeva qualche goccia di rugiada e tutt’intorno si spandevano i bianchi e profumati petali dei fiori.
Nello stesso momento, dall’interno del tronco provenne uno scricchiolio, una specie di grido. Allora facemmo forza con tutto il nostro peso e, come se fosse scoppiato a piangere, l’albero produsse uno schianto, e crollò a terra. Si era schiantato all’altezza della nostra incisione e, oscillando, si era adagiato sull’erba, con i rami e i fiori che, dopo la caduta, continuarono a tremolare per un po’, per poi restare immobili.
«Eh, gran bella pianta!» esclamò il contadino. «Ti stringe proprio il cuore!»
E a me, infatti, mi si era stretto così tanto che mi affrettai ad andare via, per raggiungere gli altri operai.

IL BOOKTRAILER: