Ma il caso ha colpito anche la fantasia del regista Woody Allen, che nel suo nuovo film, “Blue Jasmine” (in uscita in Italia il 5 dicembre), sceglie invece il punto di vista della moglie del finanziere…

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La truffa del secolo, costata una condanna a 150 anni di carcere al finanziere Bernard Madoff, è materia da romanzo. Lo ha dimostrato Massimiliano Governi, autore di “Come vivevano i felici” (in libreria per Giunti nella collana “Italiana”, diretta da Benedetta Centovalli)), in cui lo scrittore italiano riscrive liberamente la storia di Madoff dal punto di vista di suo figlio, che a un anno di distanza dall’arresto del padre si uccide impiccandosi con il guinzaglio del cane. Nel libro Governi non cita i Madoff, ovviamente, ma ambienta la storia in un non luogo molto simile alla nostra Italia. “Come vivevano i felici”, ricco di flashback, è il racconto della dissoluzione di una famiglia: un ritratto spietato della deriva presa dal nostro presente, un’immersione nell’inferno di una quotidianità in cui la corruzione la fa da padrone. Presentando il libro a Roma nei giorni scorsi, lo scrittore Sandro Veronesi ha giustamente notato che quello scelto da Governi è forse “l’unico modo”, e l’unico modo “morale”, per raccontare attraverso la letteratura la tragica vicenda di Madoff.
Il caso ha colpito anche la fantasia del regista Woody Allen, che nel suo nuovo film, “Blue Jasmine”, in uscita il 5 dicembre prossimo nelle sale italiane (nel cast Cate Blanchett, Alec Baldwin e Peter Sarsgaar) racconta la truffa del secolo (anche lui, come Governi, inventando dei nuovi personaggi molto simili agli originali) questa volta dal punto di vista della moglie del finanziere. Nella finzione del film la protagonista, Cate Blanchett, scopre che il marito ha costruito la loro fortuna con la frode e lo denuncia, iniziando una discesa all’inferno senza ritorno.
