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Distribuzione libraria, per Pde ipotesi di accordo tra Feltrinelli e Messaggerie Stando a quanto riferisce il sito di Pagina99, sarebbe in arrivo un’importante novità nel mondo della distribuzione dei libri. Pde (dal 2008 nel gruppo Feltrinelli), infatti, starebbe per entrare a far parte dell’orbita di Messaggerie. Starebbe infatti per nascere una nuova società, creata proprio da Feltrinelli e Messaggerie (quest’ultima, secondo il Corriere della Sera, avrebbe la maggioranza – pari al 70%). Claudio Fanzini, Ad di Messaggerie, pur negando l’operazione, ammette un’ipotesi di collaborazione distributiva che in futuro potrebbe coordinare l’attività per renderla più semplice ed efficace. Ne stiamo parlano, ma al momento nulla di fatto né scadenze”. In caso di accordo, dovrebbe poi arrivare il parere dell’Antitrust. |
di Editor Insider
(l’autrice lavora da tanti anni nelle case editrici, mondo che racconta dall’interno con la garanzia dell’anonimato)
Rumors dicono che Messaggerie, numero uno nella distribuzione libraria, stia acquisendo Pde, secondo distributore italiano (starebbe infatti per nascere una nuova società, creata proprio da Feltrinelli e Messaggerie, i dettagli nel box). Si starebbe solo attendendo il via libera dell’Antitrust. Forse, però, con questa mossa, nella già disastrata filiera editoriale italiana, si potrebbe creare una situazione a rischio-monopolio. Nel 2008 il gruppo Feltrinelli aveva acquisito il distributore PDE probabilmente per completezza, avendo già la catena di librerie e delle case editrici, ma solo sei anni dopo se ne vuole liberare. Che la catena di librerie Feltrinelli non navighi in buone acque è cosa risaputa già da qualche tempo e sono noti anche i nuovi interessi del gruppo nei confronti di altri settori, tanto che vorrebbero aumentare gli investimenti iniziati nel 2013 nel complesso di Porta Volta a Milano, soprattutto in previsione dell’imminente Expo 2015.
Il complesso ospiterà, oltre ai nuovi uffici della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, una serie di spazi per la città, aree verdi piste ciclabili, caffetterie, ristoranti e negozi. Un progetto pienamente in linea con l’ingresso di Eataly, un anno fa, nella Holden srl (40% Alessandro Baricco, 35% gruppo Feltrinelli, 25% Eataly).
Ma delle motivazioni per cui Feltrinelli stia cedendo PDE a Messaggerie di certo non si andrà a discutere, è l’assetto che ne risulta che crea non poche perplessità e difficoltà che potrebbero andare a colpire ancora una volta le realtà indipendenti (librerie e case editrici) che con stoicismo stanno ancora resistendo. Già prima di questo cambiamento il Distributore era l’unico attore a guadagnarci qualcosa nei vari passaggi del libro e l’offerta di organizzazioni strutturate, organizzate, capillari, solide e puntuali si riduceva appunto a Messaggerie e in parte Pde. Pertanto non è che si passi da un mercato perfettamente concorrenziale e paritario ad una situazione di rischio-monopolio, esisteva già una sorta di obbligo a sottostare alle condizioni economiche proposte dai due distributori principali per poter essere presenti in libreria. E a dirla tutta, non è mai stato nemmeno semplice essere accettati e distribuiti dal leader, Messaggerie, per cui c’è la fila di editori che attende. Le condizioni proposte a un editore sono più o meno queste (a migliorare proporzionalmente al “peso” della casa editrice o meglio ancora del gruppo editoriale): percentuale del prezzo di copertina spettante al distributore circa il 42%, a cui va aggiunto un ulteriore sconto medio del 10%, sempre sul prezzo di copertina, concesso soprattutto alle librerie di catena (anche qui a seconda della forza dell’interlocutore). Per non contare poi la franchigia sul reso annuo, di solito fissata intorno al 25%, oltre alla quale si paga circa il 6% che, fino all’arrivo della crisi, era anche in linea con la resa media annua del 30%, ma ora che si parla di un 50% medio il costo è decisamente eccessivo. E infine molteplici spese accessorie per qualsiasi tipo di intervento e movimentazione. A questo punto la domanda sorge spontanea: se già prima di questa situazione monopolistica la parte del leone la faceva il Distributore, al prossimo rinnovo dei contratti con gli editori, Messaggerie non potrebbe sentirsi libera di imporre condizioni ancora più gravose?
