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Dopo il carcere Gomorra. Ora il libro choc. Striano si racconta

Dopo il carcere Gomorra. Ora il libro choc. Striano si racconta
libro Napoli
Un passato nella Mala poi il successo al cinema e ora in libreria con il romanzo più atteso della stagione. Salvatore Striano si racconta…

Quartieri spagnoli. Il centro di Napoli. Negli anni Ottanta il paradiso della criminalità. C’è un clan che domina tutto e tutti, la famiglia Viviani. E c’è un bambino, Sasà, già stanco di sottomettersi. Lui e suo cugino Totò sono artisti del furto, mariuoli sempre alla ricerca di occasioni. Tra contrabbando, prostitute, soldati americani, troveranno presto un protettore, il ladro più abile del quartiere, ’O Barone. La madre, Carmela, prova a frenare quel figlio che cresce troppo in fretta. Lei sa cos’è la malavita: suo fratello è in carcere per omicidio, da allora combatte contro chi si vuole vendicare. Così Sasà si trova di fronte a una scelta paradossale, eppure l’unica possibile: entrare nella camorra per difendersi dalla camorra. Non ancora maggiorenne incontra i due uomini che gli cambieranno la vita: un trafficante di coca che tutti chiamano Rummenigge e un bandito detto Cheguevara per il suo spirito rivoluzionario. Dalle ceneri di questa guerra, nascerà qualcosa di mai visto prima: Le teste matte. Ragazzi così pazzi da dichiarare guerra a tutti i clan di Napoli. Salvatore (Sasà) Striano presenta un romanzo travolgente e feroce, costruito sulla storia vera ed estrema di un gruppo criminale che ha osato combattere la camorra con le sue stesse armi. Le teste matte (Chiarelettere) sarà presentato al Milano Film Festival anche in occasione dell’uscita di Viva la sposa, il nuovo film di Ascanio Celestini (con Salvatore Striano) che sarà presentato a Venezia il 7 settembre in concorso alle Giornate degli Autori, per poi uscire l’8 ottobre nelle sale distribuito da Parthénos.

Sasà si racconta, svela ogni particolare della sua vita e della sua esperienza in un’intervista ad Affaritaliani.it.

Come e da quali esperienze nasce Teste matte?
Teste matte nasce dalla disastrosa esperienza della mia vita che va dai 12 anni fino al giorno che sono stato arrestato in Spagna.

Che cosa racconta?
Racconta la mia storia racconta le guerre di camorra che si sono consumate nel centro storico dal 1987 al 1992.

Dal carcere ai set cinematografici e poi il libro. Come ci si sente?
Il passaggio dal carcere al teatro, passando per il cinema ed ora con un libro ti fa sentire un cristo che risorge senza morire. E forse si muore dentro prima che fuori.

Che cosa ti ha spinto verso questo ‘percorso’?
La cosa che mi ha spinto più di ogni altra era la voglia di non dichiararmi sconfitto, ma non avevo le armi giuste. Quelle che usavo distruggevano me per primo, poi un copione, un personaggio ed una luce hanno come risvegliato dal coma la mia coscienza. Mi hanno fatto capire che sarei potuto cambiare, cosa che prima non sapevo.

Che cosa senti di dover comunicare al grande pubblico sulle tue esperienze?
Sento di dover comunicare al grande pubblico le mie esperienze di vita. Ora che so quello che le persone non devono fare.

Quale parte del libro reputi più toccante?
Trovo più delicata e toccante la prima parte. Quello che trovo sconvolgente è che chi è implicato in queste vicende deve sapere che potrebbe morire oggi come domani.

Che cosa credi non si sappia ancora abbastanza di queste vicende?
I fatti si sanno, sono più le dinamiche interne a restare sconosciute: i rapporti, la sofferenza, le organizzazioni.

Com’era Napoli e com’è oggi?
Napoli credo sia molto più matura oggi di ieri, ma con lo stesso male culturale e con un’anima criminale. Per certi versi è peggio: se ieri c’erano solo Sasà e Totò oggi ce ne sono centinaia e senza alcun valore da difendere, solo spavalderia e violenza gratuita.

Che cosa credi che serva all’Italia di oggi?
Credo che all’Italia serva che tutti noi facciamo bene il nostro dovere, cosa che non facciamo. Ci lamentiamo e di conseguenza rinunciamo a dare il meglio. Lo si vede alle urne e dal modo in cui votiamo.

13 settembre h.12 al Parco Sempione
“Teste matte” (Chiarelettere) con Salvatore Striano.
Dalla camorra al Cinema. La vita imprevedibile dell’attore Salvatore Striano, salvato da William Shakespeare nel carcere di Rebibbia