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Musica, memoria e Ironman: “Fatto di ferro” e le regole alimentari per fare sport anche sotto il sole

Una bella lettura in questo periodo, per molti, di vacanza. Un juke-box riacceso, una vita rimessa in moto e la disciplina dello sport estremo: Bernardo Draghetti trasforma ricordi, ferite e canzoni in una storia di resistenza. Un racconto accompagnato dalla prefazione di Fabio Aru e da una colonna sonora accessibile tramite QR Code, raccontata dal giornalista e critico musicale Luca Varani

Musica, memoria e Ironman: “Fatto di ferro” e le regole alimentari per fare sport anche sotto il sole

Leggere in vacanza significa, in fondo, fare due vacanze contemporaneamente. La prima è quella reale, fatta di spiagge, montagne, città nuove e giornate finalmente sottratte alla routine. La seconda comincia appena si apre un libro: si cambia luogo senza muoversi, si entra nelle vite degli altri, si attraversano epoche, ricordi e mondi lontani. E forse è proprio questo il lusso più autentico delle ferie: avere finalmente il tempo non soltanto per andare altrove, ma anche per lasciare che sia la mente a partire.

Dal juke-box alle cicatrici

Ci sono autobiografie che ordinano i fatti e altre che li fanno esplodere. Fatto di ferro, pubblicato da Ealixir Editions, appartiene alla seconda categoria. Il detonatore è un vecchio juke-box: parte una canzone e il presente si incrina, lasciando riaffiorare Metanopoli, le ribellioni, le amicizie, gli amori e gli urti che formano una vita.

Bernardo Draghetti, commercialista con un passato nella musica alla corte di Bibi Ballandi, non costruisce un monumento a se stesso. Racconta invece le proprie cicatrici con una scrittura diretta, alleggerita da un’ironia che evita l’autocommiserazione. La musica diventa filo rosso del racconto e continua oltre la pagina attraverso schede dedicate e QR Code.

Ironman, la resistenza diventa metodo anche per l’alimentazione

Poi c’è lo sport. Draghetti è anche triatleta Ironman e qui il libro trova la sua metafora più efficace: nuotare, pedalare, correre e soprattutto continuare. La prefazione dell’ex campione di ciclismo Fabio Aru insiste proprio su disciplina, fatica e capacità di resistere.

Un principio valido anche per chi approfitta delle vacanze per allenarsi molto. Con il caldo, però, l’entusiasmo deve andare d’accordo con il buon senso: bere regolarmente, curare il reintegro di elettroliti nelle sedute lunghe e molto sudate, scegliere carboidrati facilmente digeribili prima e durante gli sforzi prolungati e recuperare con liquidi, carboidrati e proteine. Per gli sportivi di endurance, d’estate improvvisare non è eroismo: è il modo migliore per finire anzitempo sotto l’ombrellone.

Bere tanto non basta

Il ferro, però, non è soltanto quello della volontà. Per affrontare un Ironman – o più semplicemente per trasformare le vacanze in settimane di corsa, bici, nuoto e attività fisica – bisogna ricordarsi che il motore va alimentato. E d’estate il problema non è soltanto bere abbastanza. L’acqua è fondamentale, ma da sola non basta a sostenere allenamenti lunghi sotto il sole.

A tavola servono soprattutto carboidrati facilmente digeribili, quindi pasta, riso, patate, pane e cereali, preziosi per ricostituire le riserve di energia consumate durante lo sforzo. Non devono mancare le proteine, dal pesce alle uova, dalle carni bianche ai legumi, indispensabili per il recupero muscolare. Frutta e verdura di stagione – anguria, melone, pesche, albicocche, pomodori, zucchine – aiutano invece a reintegrare acqua, vitamine e sali minerali persi con la sudorazione.

Prima di allenarsi meglio evitare pasti pesanti, fritti e troppo grassi: il fisico deve correre, non dedicarsi alla digestione di Ferragosto. Dopo lo sport, invece, è utile combinare carboidrati e proteine, anche con soluzioni semplici come yogurt e frutta, pane e ricotta oppure un piatto di riso accompagnato da una fonte proteica.

Conosci te stesso

Perché il messaggio che arriva anche da Fatto di ferro è questo: la resistenza non nasce soltanto stringendo i denti. Nasce dalla capacità di conoscere il proprio corpo, rispettarlo e dargli ciò che serve. Anche quando la testa vorrebbe continuare a correre e lo stomaco, molto più saggiamente, reclama carburante.

Tra Navigli, provincia, musica e chilometri, Fatto di ferro parla in fondo di questo: restare saldi senza diventare rigidi. Non distribuisce lezioni né cerca assoluzioni. Mostra piuttosto che anche le cicatrici, se guardate bene, possono diventare una mappa.