LA TRAMA – Anais Hendricks ha quindici anni ed è stata sballottata da un istituto all’altro fin dalla nascita. L’unica figura materna che ha conosciuto è Teresa, una prostituta che è stata assassinata da un cliente quando lei era ancora una bambina. Si sente così priva di radici che è ossessionata dal dubbio di non appartenere alla specie umana, e di essee un esperimento creato in laboratorio. Accusata di aggressione ai danni di un’agente di polizia finita in coma, viene condotta al Panopticon, una struttura a metà tra una casa famiglia e un riformatorio che svetta severa in mezzo ai campi che circondano Edimburgo. Anais, che la notte della colluttazione era strafatta di pasticche, non ha memoria dell’accaduto, ma la polizia è impaziente di condannarla e sbatterla in carcere. Al Panopticon, fa amicizia con altri ragazzi disastrati come lei, tanto che Isla, Tash, Shortie e Angus – un operatore di sostengno stranamente in gamba – diventano la sua nuova, sballata famiglia.
L’AUTRICE – Jenni Fagan è nata a Livingstone, in Scozia. E’ autrice di alcune raccolte di poesie con le quali si è guadagnata numerosi premi, oltre alle nomine al Pushcart Prize e al Dundee International Book Prize. Ha insegnato scrittura creativa in ospedali e carceri. Con Panopticon, suo primo romanzo, è entrata di diritto tra i migliori scrittori under 40 degli ultimi dieci anni secondo Granta. Panopticon diventerà un film per la casa di produzione Sixteen Films di Ken Loach.

