Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Libri & Editori » PAZIENZA, di Luciana Regina, Mursia 2014

PAZIENZA, di Luciana Regina, Mursia 2014

Si è soliti pensare che la “pazienza” sia una caratteristica che appartenga a coloro che sono in grado di sopportare, di rassegnarsi, sia per l’etimologia del termine da “patior” e sia anche per una sorta di accettazione cristiana alla sofferenza. Leggendo il libro “Pazienza” di Luciana Regina si scopre invece…. Di Alessandra Peluso

Di Alessandra Peluso

Si è soliti pensare che la “pazienza” sia una caratteristica che appartenga a coloro che sono in grado di sopportare, di rassegnarsi, sia per l’etimologia del termine da “patior” e sia anche per una sorta di accettazione cristiana alla sofferenza. Leggendo il libro “Pazienza” di Luciana Regina si scopre invece un mondo nuovo che riguarda questa meravigliosa predisposizione dell’animo umano.
Senza dubbio poco in voga nei nostri giorni dove pochi hanno voglia di sentir parlare di pazienza, di attendere, di sacrificio, ma tutto anche inconsapevolmente lo si vuole ottenere subito e con poca fatica. Manca il tempo dell’attesa.

È affascinante la descrizione puntuale, dettagliata della predisposizione del termine “pazienza” di Luciana Regina, utilizzata in ambito delle pratiche filosofiche, in particolare della consulenza filosofica.
Non vuole essere certo una lezione, ma piuttosto è un modo di ascoltare e parlare della pazienza predisponendo il pensiero – come se si fosse in un setting di consulenza filosofica individuale.
La pazienza è necessaria ed è una qualità, alle volte anche un pregio ad affrontare la vita senza cadere nelle facili trappole della frustrazione, impotenza, depressione.
Tutto è possibile se solo si ha pazienza, si è predisposti non ad aspettare passivamente ma ad aspettare vivendo: accettando anche il dolore, la sofferenza e a farne un punto di forza. La pazienza in questo modo diventa non più una fragilità ma una forza insostituibile.        
Il concetto di pazienza racchiude risorse e accezioni ben più ricche – scrive Regina – affrontate in passato dalla filosofia e dalla religione.
Dopo aver trattato la costruzione del concetto di pazienza, l’autrice ne elabora in modo capillare una teoria, proseguendo lungo un percorso storico-concettuale, fornisce riflessioni sull’epoca attuale, ma non giunge ad una conclusione. Lascia una possibile e libera interpretazione ad ogni lettore.

Luciana Regina scrive questo prezioso libretto come se stesse dialogando con il suo consultante, paziente o cliente, – che dir si voglia – ponendosi in una forma dialogico-socratica di ascolto, comprensione, riflessione parla del concetto di pazienza come di un’importante virtù.
«Una cultura dominante impregnata di pragmatismo impedisce di adottare la pazienza come principio dell’agire, perché non contempla la forma d’azione / dilazione che essa rappresenta» (p. 76).
Tuttavia la pazienza è una pratica interiore che filosofie come il buddismo, il taoismo hanno fatto propria. Noi occidentali non possiamo che prendere da esempio questa forma di controllo, di attesa che non conduce alla rabbia, alla frustrazione, ma alla dolcezza, alla cura naturale dell’attesa. Così come ad esempio Penelope ha atteso con pazienza il ritorno di Ulisse.   
Non mancano altri esempi nella storia che sono contenuti nel libro “Pazienza” molto interessanti che non evocano affatto rassegnata passività, né risultano una condizione obbligata degli ultimi, ma al contrario sono modelli di assoluta integrità umana. Si legge in Sant’Agostino: «È risaputo che la pazienza retta, degna di lode e del nome di virtù, è quella per la quale con animo equo tolleriamo i mali, per non abbandonare con animo iniquo quei beni, per mezzo dei quali possiamo raggiungere beni migliori. Pertanto chi non ha la pazienza, mentre si rifiuta di sopportare i mali, non ottiene d’essere esentato dal male ma finisce col soffrire mali maggiori. I pazienti preferiscono sopportare il male per non commetterlo piuttosto che commetterlo per non sopportarlo; così facendo rendono più leggeri i mali che soffrono con pazienza ed evitano mali peggiori in cui cadrebbero con l’impazienza».
Da notare inoltre che Luciana Regina chiama il libro “Pazienza” come se fosse un nome di persona, un sostantivo affidandone anima e corpo,  senso e significato che ha già in seno tutto senza la necessità di aggiungere altro.
L’atteggiamento paziente dunque è un gomitolo che si dipana gradualmente nel tempo, ben diversamente dall’uso della caparbietà o della tenacia che designano ostinazione a non cedere e a tener duro. Questo significa accordo con la realtà, gestire i conflitti in serena convivenza, essere pazienti verso se stessi e gli altri accettando la propria finitezza. Su questo e su molto altro si discute sull’interessante libro “Pazienza” di Luciana Regina.