Dopo che il primo editore italiano ha “sdoganato” questo nuovo modello, anche gli altri grandi gruppi (per non parlare delle realtà indipendenti) seguiranno la stessa via? – SCOPRI I DETTAGLI
di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
Mentre Repubblica racconta il ritorno degli anticipi-record agli scrittori esordienti nell’editoria statunitense (spiccano i 2 milioni di euro incassati per “City on Fire” dal 34enne Garth Risk Hallberg, che sarà pubblicato in Italia da Mondadori l’anno prossimo…), in Italia le cose vanno molto diversamente. Già a fine marzo 2013 una lunga inchiesta di Affaritaliani.it ha raccontato la nuova tendenza, che al tempo della crisi del mercato librario (che coingolge l’intera filiera) vede ineluttabilmente affermarsi un calo medio degli anticipi (qui le interviste agli agenti letterari Marco Vigevani, Roberto Santachiara, Piergiorgio Nicolazzini e Stefano Tettamanti, e quelle al direttore editoriale della Feltrinelli Gianluca Foglia, al presidente e Ad del gruppo GeMS Stefano Mauri, al direttore generale Libri Trade di Rcs Libri Massimo Turchetta, al responsabile della narrativa della Marsilio Jacopo De Michelis e a Raffaello Avanzini della Newton Compton…). Gli stessi anticipi, va specificato, non si “sgonfiano” nel caso dei (pochissimi) autori di bestseller, che anzi vengono sempre più coccolati e corteggiati (non a caso Repubblica parla di “calciomercato” degli scrittori)…
Sempre stamattina, Mario Baudino su La Stampa rivela che alla Mondadori (il più grande editore italiano) sarebbe spuntato un nuovo contratto ad “anticipo zero”, in nome della “condivisione del rischio”. Ovviamente, ome già chiarito prima, la netta minoranza di autori che vende bene può dormire sogni tranquilli. Ma, visto che la gran parte degli scrittori italiani (esordienti e non) vende poche migliaia di copie (quando va bene…), la notizia è destinata a preoccupare molti autori (o aspiranti tali).
Come spiega Baudino, infatti, finora questi ultimi ricevevano comunque “un piccolo anticipo sui diritti d’autore, qualche migliaio di euro, per il nuovo libro; anticipo che non veniva – né viene – restituito qualunque sia il risultato delle vendite”. D’ora in avanti, quindi, non riceveranno più l’anticipo? Non proprio. Com’è ovvio, dipende dai singoli casi. Affaritaliani.it ha indagato. A Segrate è stato effettivamente studiato questo nuovo modello di contratto. Che riguarderà soprattutto scrittori italiani esordienti o, comunque, destinati a un pubblico di “nicchia”. Autori cosiddetti “letterari”, o comunque destinati (in teoria) a un pubblico limitato, che la Mondadori intende comunque portare in libreria. Ma, meglio esser chiari, coinvolgerà pochi casi e non diventerà (almeno per ora) la norma: la maggior parte delle volte, infatti, gli anticipi arriveranno, anche se saranno piuttosto bassi. Naturalmente, anche quando l’anticipo sarà pari a zero, le royalties poi verranno comunque pagate.
In attesa che il mercato torni a crescere (ma, su questo dettaglio non secondario, di ottimisti nell’editoria libraria italiana si fatica a trovarne), la situazione è questa… Staremo a vedere se, dopo che il primo editore italiano ha “sdoganato” i contratti ad anticipo zero, anche gli altri grandi gruppi (per non parlare delle realtà indipendenti) seguiranno la stessa via…
