Quattro gol al Lipsia al debutto assoluto in Champions, ma il Como impressiona soprattutto per come li costruisce. La squadra di Fabregas si muove insieme, cambia continuamente riferimenti e porta in Europa un progetto nel quale tutti parlano la stessa lingua.
Fabregas comanda tutto il progetto sportivo e il campo gli dà ragione: tre gol al debutto europeo del Como
Forse il calcio è davvero una cosa semplice. Servono una proprietà (soldi e voglia spenderli per dirla francamente) un allenatore molto, ma molto bravo e giocatori scelti perché funzionali alla causa, al suo calcio, non per il nome da copertina. Il Como di Cesc Fabregas è una macchina perfetta: organizzazione, coraggio e una squadra che si muove come un corpo unico. I soldi, naturalmente, ci sono. La proprietà legata ai fratelli Hartono ha investito circa 300 milioni di euro dal 2019, accompagnando il club dalla Serie D fino alla Champions. Ma Fabregas non si limita ad allenare. Ha raccontato di prendere le decisioni calcistiche, lavorare quotidianamente con il direttore sportivo e approvare gli acquisti soltanto quando è convinto del giocatore. Una rosa giovane e internazionale assemblata proprio per le caratteristiche richieste dall’allenatore.
E in campo si vede. Il Como porta tanti uomini in zone diverse, scambia posizioni e rende difficile capire chi seguire nelle marcature. Baturina, Douvikas, Diao e Perrone firmano i quattro gol al Lipsia, ma nessuno di loro si prende la scena. È la coralità a fare impressione. Fabregas ha costruito una squadra capace di tantissimo possesso palla, pressing alto e cambi rapidi di posizione a un ritmo forsennato; al debutto in Champions il modello funziona anche messo di fronte a una formazione con molta più esperienza europea.
Il Como impiega appena 15 minuti per segnare il primo gol della sua storia in Champions. Douvikas la mette in mezzo forte e tesa, dopo una deviazione, la palla finisce a Baturina che trova spazio in area e batte Vandevoordt. Il Lipsia prova a reagire con Butez che deve intervenire su Maksimovic, ma al 38’ arriva il raddoppio: Baturina parte a centrocampo dribbla l’avversario e serve Douvikas con un’imbucata deliziosa, il greco davanti al portiere non sbaglia. Al 54’ Douvikas apre per Nico Paz, che con un tocco manda Diao davanti alla porta e da posizione defilata tira un missile che vale per il 3-0. Tre minuti dopo Da Cunha salta anche il portiere ma manda fuori a porta vuota, poi un errore in uscita dei lariani permette a Maksimovic di accorciare sul 3-1. Il Lipsia prova a rientrare in partita, senza riuscire a cambiare l’inerzia della serata. Al 90’ la chiude Perrone, su assist di Nico Paz, mettendo il sigillo su una serata indimenticabile per il Como e per il Sinigaglia.
Il Como nella sua prima notte europea della sua storia, nella competizione più importante d’Europa non cambia pelle, anzi, ed è l’unica italiana a vincere la prima partita di questa Champions League. Sul lago, ormai, la bellezza non è soltanto quella che si vede fuori dallo stadio. Città, squadra e tifosi uniti in un unico grande ballo, che tutti vogliamo continui il più a lungo possibile.


