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Arriva l’orologio che veglia sui nonni romani: un bracciale intelligente per controllare cadute, sonno e battito

In città sono circa 700 gli anziani soli che utilizzano gratuitamente il bracciale biometrico Seremy. Il dispositivo controlla movimenti, cadute, battito e sonno e consente ai familiari di seguire a distanza le condizioni dell’anziano, offrendo maggiore sicurezza soprattutto nelle situazioni di fragilità.

Arriva l’orologio che veglia sui nonni romani: un bracciale intelligente per controllare cadute, sonno e battito

Sembra uno smartwatch qualsiasi, ma può diventare un piccolo angelo custode elettronico. A Roma circa 700 anziani soli utilizzano gratuitamente “Seremy”, il dispositivo che segnala cadute e anomalie e permette ai familiari di controllare a distanza alcuni parametri.

Altro che orologio per contare i passi prima dell’aperitivo. Al polso degli anziani romani arriva la tecnologia che, almeno nelle intenzioni, serve a qualcosa di decisamente più importante: accorgersi se chi vive solo cade, si muove meno del solito o presenta parametri anomali.

Si chiama Seremy ed è il bracciale biometrico distribuito gratuitamente nell’ambito del programma di assistenza promosso da Roma Capitale insieme a Farmacap e finanziato attraverso risorse europee post-pandemia.

Un occhio elettronico contro la solitudine

Il dispositivo rileva movimenti, possibili cadute, frequenza cardiaca, qualità del sonno e attività quotidiana. Può inoltre condividere le informazioni con i familiari, trasformando il telefonino di figli e parenti in una sorta di centrale operativa domestica.

A Roma sono circa 700 gli utenti, soprattutto over 75 che vivono soli o presentano condizioni di fragilità. Uno strumento diventato particolarmente utile anche durante le giornate di caldo estremo, quando per gli anziani una semplice difficoltà può rapidamente trasformarsi in emergenza.

Tra chi lo utilizza c’è Sandra, 85 anni, residente in centro. Dopo una caduta ha accettato il dispositivo soprattutto per tranquillizzare la figlia: lei continua a fare spesa, cucinare e vivere in autonomia, ma adesso sa che qualcuno può accorgersi immediatamente se qualcosa non va.

Il Grande Fratello? Purché sia la figlia

Medesimo copione per Flavia, quasi 82 anni, vedova da tempo e ancora impegnata tra giardinaggio, computer e le amatissime parole crociate. Il bracciale registra sonno, movimento e chilometri percorsi. E lei scherza: ormai la figlia può sapere tutto, quindi “non può sgarrare”.

Per una volta, insomma, essere controllati 24 ore su 24 non somiglia a una distopia digitale. Se dall’altra parte dello schermo c’è qualcuno pronto ad aiutarti, perfino il Grande Fratello può avere il volto rassicurante di una figlia.