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Cinque milioni di italiani con Revolut: il conto corrente in un’app mentre le banche sono chiuse in riunione

Revolut supera i 5 milioni di clienti in Italia e punta al podio tra le banche per numero di utenti. Crescono transazioni, stipendi accreditati e depositi. La sfida ai grandi istituti tradizionali passa dal modello digitale “effetto Amazon”, anche se sul credito e sui mutui il vantaggio delle banche storiche resta ancora consistente.

Cinque milioni di italiani con Revolut: il conto corrente in un’app mentre le banche sono chiuse in riunione

I grandi gruppi del credito discutono di fusioni, scalate e nuovi equilibri, Revolut continua a conquistare clienti. In Italia ha superato quota 5 milioni, cresce nei pagamenti, nei depositi e perfino negli accrediti degli stipendi. L’obiettivo è ambizioso: diventare una delle prime tre banche del Paese. Mentre la finanza italiana continua a giocare la sua interminabile partita a Risiko tra Opa, fusioni, alleanze, smentite e contro-smentite, c’è qualcuno che avanza senza bisogno di conquistare una casella alla volta. Revolut corre, e lo fa direttamente sugli smartphone degli italiani.

La fintech fondata da Nikolay Storonsky e Vlad Yatsenko ha ormai superato i 5 milioni di clienti nel nostro Paese, una platea che sfiora il 10% della popolazione. Per numero di utenti sarebbe già la quinta banca italiana e il prossimo obiettivo dichiarato è salire ulteriormente in classifica.

Da conto da viaggio a banca principale: l’“effetto Amazon”

All’inizio era soprattutto la carta da tirare fuori in aeroporto, utile per cambiare valuta, pagare all’estero o dividere una cena senza fare conti da ragioniere. Ora il copione sta cambiando. Nel 2025 gli utenti italiani avrebbero effettuato attraverso Revolut oltre 50 miliardi di euro di transazioni, con una crescita del 78% in un anno.

A correre sono soprattutto gli indicatori che raccontano il passaggio da conto accessorio a rapporto bancario vero e proprio: +117% per gli accrediti degli stipendi, +74% per i depositi, forte aumento anche dei conti condivisi e di quelli dedicati ai più giovani.

Il modello ricorda quello utilizzato da Amazon: entrare con un servizio semplice, conveniente e immediato, per poi allargare progressivamente l’ecosistema fino a rendere sempre meno necessario uscirne.

La sfida ai colossi tradizionali è appena cominciata

Revolut punta ormai su pagamenti, risparmio, investimenti, assicurazioni e credito. Un’offensiva resa più agile da una struttura digitale e da una macchina commerciale aggressiva, sostenuta da campagne pubblicitarie praticamente onnipresenti.

Le banche tradizionali, però, conservano ancora un fortino enorme: mutui, finanziamenti alle imprese, consulenza patrimoniale e rapporti costruiti nel tempo. È lì che si giocherà la partita vera.

Per ora il paradosso è evidente: mentre i grandi istituti discutono su chi compra chi, Revolut compra soprattutto tempo, attenzione e clienti. E cinque milioni di italiani hanno già scaricato l’app.