Lo storico albergo di via del Corso, legato alla famiglia di Olivia Paladino, compagna di Giuseppe Conte, sarebbe in vendita. Tra richieste milionarie, fasti appannati e ospiti entrati nella storia, il Grand Hotel Plaza sembra pronto all’ennesimo cambio di scena.
A Roma persino le cinque stelle, prima o poi, scoprono le regole del mercato. Il Grand Hotel Plaza di via del Corso, proprietà della famiglia Paladino, quella di Olivia, compagna dell’ex premier Giuseppe Conte, è indicato come in vendita. Una faccenda immobiliare che, vista la parentela sentimentale, offre inevitabilmente qualche tentazione politica. Ma meglio lasciarla lì: gli alberghi costano, le battute molto meno.
Le cifre riportate sono da vertigine da rooftop: la richiesta sarebbe di 325 milioni, mentre un interessamento intermediato da Paolo Zampolli si sarebbe fermato a quota 299. Differenza: 26 milioni. Spiccioli, insomma, purché non si debba cercarli sotto i cuscini delle suite.
Dal banchiere Morgan a Enzo Tortora
Il Plaza romano, però, non è solo metri quadri e valutazioni. Nei suoi corridoi è transitato un pezzo abbondante di Novecento. Il compositore Pietro Mascagni vi abitò a lungo; il grande finanziere americano J.P. Morgan vi morì nel 1913; Francesco Cossiga ne fu frequentatore. E soprattutto da una stanza dell’albergo, il 17 giugno 1983, Enzo Tortora venne portato via all’alba nel giorno dell’arresto che avrebbe segnato uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani.
Citato (forse) anche da Faust’O
C’è perfino un Plaza che passa dalla storia alla new wave. Nel 1980 Faust’O pubblica Hotel Plaza, un brano sospeso, elegante e un po’ febbrile, pieno di stanze, specchi e suggestioni decadenti. Non risulta però che il cantante abbia mai identificato quell’albergo con il Grand Hotel Plaza di via del Corso: il suo sembra piuttosto un luogo mentale, cosmopolita e notturno, più vicino all’immaginario di Bowie, Roxy Music e John Foxx che a una cartolina romana. Però, a ben vedere, l’accostamento funziona fin troppo bene: velluti, ombre, lusso stanco, personaggi di passaggio. Se non era questo il Plaza di Faust’O, almeno ne aveva già tutta l’aria. Oggi il fascino resta, ma il tempo presenta sempre il conto. Il Plaza ha quell’aria da grande signore romano che conserva il velluto buono anche quando qualche cucitura comincia a cedere: saloni monumentali, lampadari, parquet, memorie e una certa nobile stanchezza.
Il lusso passa, Roma resta
Ora si cerca un compratore abbastanza ricco da acquistare non soltanto camere e mura, ma un gigantesco album di famiglia della Capitale. Perché a Roma gli alberghi cambiano proprietario, i governi cadono, le stelle salgono e scendono. Via del Corso, invece, resta lì a guardare.

