Nei condomìni con un ricambio continuo di ospiti, gli errori nella raccolta differenziata rischiano di tradursi in sanzioni a carico dell’intero stabile e, per evitare multe e conflitti, aumentano le richieste di rimuovere i mastelli condominiali e ripristinare i contenitori stradali. Le multe, infatti, ricadono su tutto il palazzo. Quando Ama accerta un conferimento non corretto nei bidoncini riservati a un condominio, la contestazione può colpire l’intera collettività dei residenti, salvo sia possibile identificare il responsabile. E’ una possibilità difficile nei fabbricati dove gli appartamenti destinati a B&B e locazioni turistiche ospitano ogni settimana persone diverse e ci sono calendari, colori dei mastelli e regole locali.
Il risultato è un cortocircuito: chi risiede stabilmente nel palazzo si trova a pagare anche per gli errori di ospiti di passaggio, mentre amministratori e assemblee condominiali chiedono soluzioni più pratiche per evitare il ripetersi delle sanzioni.
Da Castro Pretorio a Trastevere
I primi cambiamenti riguardano alcune delle aree a maggiore pressione turistica del I Municipio. Per Castro Pretorio, in via Varese il servizio domiciliare è stato smantellato e sono stati collocati cassoni lungo la carreggiata. A Trastevere, in via Garibaldi sono aumentati i grandi contenitori e altre postazioni sono state predisposte nei pressi di piazza Trilussa. A Borgo Pio, vicino al Vaticano è stata ricavata in via dei Corridori un’area straordinaria di conferimento, pensata per contrastare l’accumulo di rifiuti abbandonati da visitatori e attività di ristorazione.
Il ritorno ai cassonetti viene quindi considerato dai residenti una misura difensiva, anche se comporta un passo indietro rispetto alla raccolta personalizzata porta a porta.
Il Municipio: «Tari come attività ricettive»
L’assessore all’Ambiente del I Municipio, Stefano Marin, ha riconosciuto la necessità di interventi calibrati rione per rione, ma lega il tema dei rifiuti a quello della fiscalità. Secondo Marin, le case vacanza svolgono di fatto un’attività ricettiva e dovrebbero pagare la Tari secondo parametri più vicini a quelli delle attività commerciali, anziché alle tariffe previste per le abitazioni dei residenti.
Il nodo è destinato a restare centrale nel dibattito capitolino sugli affitti brevi. Roma sta già valutando misure per regolamentare e contingentare l’offerta turistica nel centro storico e dentro le Mura Aureliane.


