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Tari, bollette più care per i romani: la promessa è un servizio migliore

Il Comune lega l’aumento ad un maxi piano di investimenti per migliorare raccolta, decoro urbano, servizi e lotta all’evasione

Tari, bollette più care per i romani: la promessa è un servizio migliore
(Foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

Quando si parla di Tari il dubbio per i cittadini è sempre lo stesso: quanto aumenterà la bolletta? La risposta arriva con il via libera della Giunta Capitolina al Piano Economico Finanziario (PEF) per il quadriennio 2026-2029 e alle tariffe Tari per il 2026. L’incremento medio previsto è del 5,19% per le utenze domestiche e del 5,20% per quelle non domestiche. Un rincaro che il Campidoglio collega direttamente al rafforzamento del servizio e ad un piano di investimenti destinato a migliorare la gestione dei rifiuti.

Perché la Tari aumenta e dove finiranno le risorse

Alla base dell’aggiornamento dei costi c’è proprio il nuovo PEF, redatto secondo il Metodo Tariffario Rifiuti stabilito da Arera, che stabilisce i criteri per il riconoscimento dei costi del servizio. Il piano prevede infatti un valore complessivo di 921,3 milioni di euro per il 2026 e di 930,2 milioni per il 2027, in crescita rispettivamente del 7% e dell’8% rispetto ai circa 862 milioni del 2025. Il motivo? Il sistema nazionale impone di calcolare i costi partendo dai dati economici di due anni prima, aggiornandoli con un tasso minimo di rivalutazione. A questo si sono aggiunti i rincari registrati negli ultimi mesi: inflazione, costo dei carburanti e dell’energia, il rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori e il maggiore costo dello smaltimento dei rifiuti negli impianti del Lazio.

Tari, bollette più care per i romani: la promessa è un servizio migliore
Il banco di prova della nuova Tari sarà nelle strade: decoro urbano e qualità della raccolta saranno gli indicatori più osservati dai cittadini (Foto LaPresse)

L’amministrazione sostiene però che l’aumento delle bollette sarà inferiore rispetto alla crescita complessiva grazie soprattutto all’attività di contrasto all’evasione, che ha consentito, solamente nel 2025, un recupero di ben oltre 60 milioni di euro, somma che la Giunta afferma di aver utilizzato per ridurre il gettito da richiedere ai contribuenti. Nelle valutazioni dell’amministrazione, il recupero dell’evasione consentirà di attenuare l’impatto sui contribuenti.

L’obiettivo è inoltre quello di destinare le nuove risorse ad un potenziamento, con più interventi sul territorio, maggiore attenzione al decoro urbano, ulteriore sviluppo della raccolta differenziata e una gestione sempre più digitalizzata del ciclo dei rifiuti. Ora il banco di prova si sposterà dalle delibere alle strade. Se agli aumenti seguiranno marciapiedi più puliti, una raccolta più efficiente e servizi più puntuali, il rincaro potrà trovare una giustificazione agli occhi dei cittadini. Sarà la quotidianità, più che i numeri del PEF, a dire se l’investimento avrà davvero prodotto i risultati attesi.