Dal Savio alla Tor Tre Teste, dalla Romulea alla Totti Soccer School: iscrivere un bambino al calcio è ormai una voce pesante del bilancio familiare. E tra quota, kit e spese accessorie il pallone rischia di diventare uno sport meno popolare di quanto racconti la sua storia.
Una volta bastavano quattro giacche per fare le porte. Adesso, per cominciare a sognare la Serie A, servono innanzitutto mamma, papà e relativo portafoglio. Le scuole calcio romane hanno riaperto le iscrizioni per il 2026-2027 e il tema dei costi torna inevitabilmente in primo piano. In Italia le rette possono ormai arrivare fino a 1.200 euro l’anno, senza considerare tutte le spese collaterali.
E poi c’è il vero motore dell’investimento: il sogno dei papà. Quello di vedere, un giorno, il proprio pargolo trasformarsi in lupacchiotto o aquilotto, entrare all’Olimpico tra gli applausi e calcare quell’erba che da casa sembra sempre più verde. Nel frattempo, però, a calcare qualcosa con grande continuità è soprattutto il conto corrente.
Le grandi scuole del pallone romano
Tra i nomi storici c’è il Savio, oltre mezzo secolo di attività e un percorso rivolto ai bambini dai 5 ai 12 anni, con allenatori FIGC, preparatori motori e lavoro tecnico personalizzato. La Vigor Perconti punta invece sullo sviluppo motorio, psicologico e cognitivo oltre che sulla tecnica calcistica.
Poi c’è la Nuova Tor Tre Teste, una vera fabbrica di talenti: dal centro di via Candiani sono passati ragazzi approdati nei settori giovanili professionistici. La Spes Artiglio, nata dall’unione di due antiche realtà sportive romane, accompagna i bambini dai Piccoli Amici agli Esordienti e ha programmi differenziati per annata. La Romulea, storico vivaio di San Giovanni, mantiene una forte vocazione formativa, mentre la Totti Soccer School resta inevitabilmente uno dei marchi più riconoscibili della Capitale.
Il sogno resta popolare, il conto un po’ meno
Il problema non è la qualità dell’offerta, spesso elevata, ma l’accessibilità. Retta, tesseramento, kit, visite mediche, trasferte: messi insieme trasformano il primo dribbling in un piccolo investimento familiare.


