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Marketing
Pambianco, tempo di scelte per restare competitivi

Pambianco Strategie di Impresa – società di consulenza specializzata nei settori Moda&Lusso – in occasione della 20° edizione del Convegno Pambianco organizzato in partnership con Deutsche Bank, ha analizzato il tema delle scelte che le aziende devono fare per adeguarsi alle mutate condizioni del mercato oggi sempre più competitivo e globale.

I lavori hanno aperto con una prima introduzione istituzionale sul tema, sviluppata con gli interventi di Flavio Valeri, Chief Country Officer Italy di Deutsche Bank, di Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana e di Claudio Marenzi, Presidente di Sistema Moda Italia. A seguire Francesca Di Pasquantonio, Head of Global Luxury Research di Deutsche Bank, ha presentato una ricerca che ha evidenziato come la nuova sfida per le aziende sia oggi non tanto quella di forzare sulla crescita quanto quella di ottimizzarne la produttività. Nell’ultimo decennio il settore moda ha, infatti, registrato una crescita senza precedenti. Solo negli ultimi 5 anni, la domanda è cresciuta di 70 miliardi di euro, pari al 30% del totale grazie anche all’apertura di nuovi e ricchi mercati (Cina e mercati emergenti), alle scelte di prezzo e allo sviluppo della rete distributiva, trainato soprattutto dai negozi monomarca, oltre che dai nuovi canali quali: outlet, travel retail e online.

La crescita, col rallentamento dell‘espansione del network, giustificato dal fatto che il tasso di crescita di apertura dei negozi ha oggi superato la crescita della domanda, dovrebbe basarsi sul miglioramento della resa like-for-like. La nuova sfida per le aziende, dunque, si sposta dalla crescita basata sulle nuove aperture (di punti vendita e di mercati) all’ottimizzazione delle performance ed alla conseguente crescita della redditività e della generazione di cassa. Sara Bernabè, Country Manager Italia Premier Tax Free ha quindi presentato un’analisi sul fenomeno degli “shopper Internazionali” da cui è emerso che spendono in media 5 volte di più di quelli locali e che questo trend è destinato a crescere ulteriormente. La possibilità di avere un dato affidabile a livello previsionale su questo fenomeno diventa dunque un fattore critico di successo per gli imprenditori del settore, soprattutto data l’alta dinamicità delle valute dei paesi dai cui provengono gli “shopper internazionali”. Ad esempio nell’ultimo anno si sono registrati notevoli incrementi negli arrivi di cinesi nei paesi dell’area euro (+11% Francia, +20% Italia, +50% Spagna + 18% Germania) che unitamente a cambi valutari favorevoli, hanno determinato picchi negli incrementi degli acquisti Tax Free.

L’incremento degli arrivi da parte degli americani è stato più ridotto ma, ciononostante, grazie al favorevole cambio dollaro/euro, le vendite Tax Free agli Shopper provenienti dagli USA sono decollate. David Pambianco, VP di Pambianco Strategie di Impresa, ha quindi introdotto una ricerca che ha evidenziato le tre tipologie di azienda che hanno maggiori prospettive di sviluppo anche sul lungo periodo. Si tratta delle aziende del segmento lusso, del lusso accessibile e le catene retail. Dal confronto effettuato nell’ambito di ciascun modello di business fra aziende italiane e straniere, è emerso che per tutti e tre i modelli la dimensione è un fattore rilevante per ottenere buoni risultati sia in termini di crescita che di redditività. Le dimensioni delle aziende estere sono notevolmente superiori a quelle delle aziende italiane e questo giustifica le differenti performance, più positive quelle estere rispetto a quelle italiane.

La mattinata è quindi proseguita con l’intervento di Gian Giacomo Ferraris, Amministratore Delegato di Gianni Versace che ha illustrato i risultati del rilancio di un marchio storico come Gianni Versace. La prima tavola rotonda, moderata da Enrico Mentana, ha trattato il tema delle opportunità che si aprono dinanzi alle medie imprese. Hanno partecipato alla tavola: David Pambianco, VP di Pambianco Strategie di Impresa, Mario Filippi Coccetta, Presidente e Amministratore Delegato di Fabiana Filippi, Toni Scervino, CEO di Ermanno Scervino e Maurizio Setti, Presidente di Antress Industry (Manila Grace).

Un ulteriore approfondimento e spunto di riflessione è scaturito dal face to face che ha visto Marco Boglione, Fondatore e Presidente del Gruppo BasicNet, raccontare la sua esperienza di imprenditore legata al rilancio di alcuni marchi storici come: Robe di Kappa, Superga e K-Way. Luca Colombo, Country manager di Facebook Italia, ha quindi parlato delle nuove potenzialità di comunicazione e business che Facebook e Instragram possono offrire alle aziende della moda e del lusso. Enrico Mentana ha quindi chiamato sul palco Carlo Pambianco, Presidente di Pambianco Strategie di Impresa, cui ha chiesto di ripercorrere in pochi minuti i 20 anni del Convegno Pambianco attraverso l’evoluzione che ha contraddistinto le storie imprenditoriali di molti dei protagonisti di questi anni.

La seconda tavola rotonda, ha trattato il tema degli strumenti finanziari a disposizione delle aziende per attuare i loro progetti di sviluppo: fondi di investimento e borsa. Il dibattito è stato animato da figure di spicco del mondo finanziario ed imprenditoriale quali: Marco Mazzucchelli, Partner di EY, Fabrizio Carretti, CEO Italy di Permira, Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana, Edoardo Fassino, CEO di Cover50. La tavola rotonda anche in questo caso è stata introdotta dalla presentazione di una ricerca EY che ha analizzato le operazioni di investimento ad opera dei fondi nel capitale delle aziende della moda e le operazioni di quotazione in Borsa che sono state effettuate negli ultimi anni per accelerare la crescita dimensionale delle aziende. Dalla ricerca è emerso che il “peso” del lusso sul valore totale del mercato borsistico italiano si attesta ormai all’8%. A livello europeo l’Italia è seconda solo alla Francia, mentre è prima in termini di numerosità delle società del settore sul totale di quelle quotate. Inoltre, da una comparazione tra l’andamento dei principali indici di borsa e l’andamento dell’indice EY luxury and cosmetics, costruito considerando i principali player del lusso quotati, si riscontra come il Fashion and Luxury abbia sovraperformato il mercato (+7,9% rispetto a +4,7% del S&P500, tra il 2008 ed oggi).

Le aziende operanti nel settore Fashion and Luxury quotate in Italia tra il 1999 ed oggi hanno infine evidenziato ottime performance anche in termini economico/finanziari. Per quanto concerne le operazioni che hanno coinvolto società del Fashion & Luxury e Private Equity, si riscontrano invece sia casi di estremo successo che casi di insuccesso. Il successo o insuccesso di queste operazioni risultano chiaramente riconducibili a fattori critici comuni (costruzione del brand equity, di una rete distributiva di successo, scelta di un management adeguato) e sono chiaramente legati ad un ingresso anticipato nel ciclo di vita delle imprese rispetto alla quotazione. La giornata è poi proseguita con l’intervento in video conferenza del Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda che ha illustrato i progetti del Governo Renzi per aumentare l'internazionalizzazione delle aziende italiane della moda e del lusso. L’intervento, molto chiaro e concreto, ha elencato alcuni degli interventi già attivati a supporto dell’internazionalizzazione dei marchi della moda italiani, come l’incentivo economico riconosciuto ai grossi buyer internazionali qualora inseriscano nuovi marchi italiani nella loro offerta al cliente finale e il progetto in partnership con Elite di Borsa Italiana per supportare le aziende di medie dimensioni a strutturare al meglio il proprio business plan. Inoltre, come già avviene in molte capitali della moda mondiale (Parigi e Londra), il 24 febbraio il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sarà presente all’inaugurazione della Fashion week milanese e presenterà ufficialmente il progetto di un nuovo board direttivo che coinvolga tutte le istituzioni dei settori moda ed accessori (CNMI, SMI, etc.) per definire le strategie e i calendari di presentazione delle varie collezioni.

A chiudere la vivace mattinata di interventi è stato Stefano Beraldo, CEO di OVS, uno dei principali retailer italiani, che ha illustrato ad un’attenta platea la strada percorsa per arrivare con successo alla quotazione in borsa pur in un momento di crisi del mercato (2013-2014) e di scetticismo degli investitori internazionali ad investire in Italia.

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