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MediaTech
Pubblicità, la crisi è alle spalle. "Ma ora Renzi vari il tax credit"

Anche per il mercato pubblicitario la crisi è ormai archiviata. Lo certifica l'ultima analisi di Nielsen che ha analizzato i dati complessivi dell'anno da poco terminato. Il primo, positivo, segnale arriva dai numeri di dicembre. L'ultimo mese del 2013 è stato chiuso infatti con un calo degli investimenti del 4%. La migliore performance del 2012, che porta il bilancio complessivo dell'anno a -12,3%.

E ora si può guardare fiduciosi al futuro. Non ha dubbi Alberto Del Sasso, advertising information services business director di Nielsen. Che annuncia: "I dati relativi alla seconda parte dell'anno ci consentono di pensare che la maggior parte della crisi possa essere alle spalle, seppur il mercato rimanga ancora in terreno negativo. Le nostre stime mostrano un 2014 vicino alla parità, con la lancetta degli investimenti che dovrebbe tendere verso il segno positivo".

Sull'anno in corso pesano ancora fattori frenanti come l'incertezza politica, l'immobilismo del Pil e del mercato in generale e la frammentazione dei media. Ma a questi fanno da contrappeso degli elementi di stimolo: "l'ascesa della Borsa Italiana nel 2013, unita agli eventi sportivi del 2014 e all'avvicinarsi dell'Expo".

Una previsione per l'anno in corso? "La stampa farà ancora fatica, senza eccezioni. La televisione sarà in terreno positivo e internet tornerà a crescere", afferma Del Sasso ad Affaritaliani.it. La scossa potrà arrivare da Renzi? "Credo di sì. Speriamo che l'energia potenziale si trasformi in energia cinetica per il paese". Con una priorità per il settore: "Il tax credit potrà essere una delle leve utili".

 

LA VIDEOINTERVISTA DEL DIRETTORE DI AFFARI ANGELO MARIA PERRINO AD ALBERTO DEL SASSO

video nielsen
 

Tra i mezzi, nel 2013  la tv conferma il calo con una riduzione del 10%, meno del rosso complessivo del mercato. Continua la grande difficoltà della stampa (-21,2%). Radio e direct mail chiudono l'anno rispettivamente a -9,3% e -13%. Gli altri mezzi vanno giù dell'8,4%.

Quanto alle quote di mercato, è sempre la tv a fare la parte del leone con il 50% degli investimenti. Seguono stampa e internet con il 20% e il 17%. Radio e direct mail assorbono il 5% a testa, mentre agli altri mezzi resta il 3%.

Infine i settori merceologici. Nel 2013 la situazione si è chiusa negativamente, con i primi tre comparti del mercato tutti in forte calo: alimentari (-14,7%), automotive (-19,3%)  e Tlc (-10,3%). Numeri da cui cominciare la risalita.

 

COME CAMBIA IL MERCATO PUBBLICITARIO: CLICCA E GUARDA LE SCHEDE DI NIELSEN

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