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Ballarò, Repubblica punge Giannini. E lui invita Prodi, Delrio e... De Bortoli

L'ex presidente del Consiglio e presidente della Commissione europea, Romano Prodi, ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Saranno questi, oltre, molto probabilmente, al direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli (“Invitare prima Scalfari, Mauro, Di Lorenzo? Non ci ho pensato ancora"), gli ospiti della prima puntata di Ballaro', condotto da quest'anno da Massimo Giannini, gia' vicedirettore de 'La Repubblica'. Ad annunciarlo e' stato lo stesso Giannini nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma, che si e' svolta nella sede Rai di viale Mazzini. "E' da un bel po' di tempo - ha osservato Giannini - che Prodi non partecipa ad un programma televisivo e mi e' sembrato interessante sentirlo sulla situazione in Europa e in Italia".

Martedì alle 21.05 andra' quindi in onda il nuovo Ballaro' targato Giannini. Il programma avra' una sigla simile a quella precendente (la musica e' la stessa ma in una versione "elettronica") e per il pubblico sara' possibile partecipare da casa attraverso i social media. "Gran parte della redazione e' rimasta", ha poi sottolineato il direttore di Rai 3, Andrea Vianello, assicurando che "quei bravissimi colleghi che sono andati via legittimamente (seguendo Giovanni Floris a La7, ndr) sono stati sostituiti da altri professionisti, anche loro bravissimi". Vianello ha anche smentito che il programma avra' un costo maggiore da quest'anno: "Non e' vero - ha detto -, la spesa sara' assolutamente in linea con quella dello scorso anno e alcune cifre apparse sugli organi di stampa sono false".

Quanto all'orientamento politico, "Il mio obiettivo e' solo fare buon giornalismo, ne' di destra, ne' di sinistra. Dovremo trattare tutti allo stesso modo", ha assicurato Giannini. Seduto al fianco di Andrea Vianello, direttore di Raitre, il giornalista ha poi sottolineato che non si pone obiettivi di share e che "il campionato che giocheremo con il settore privato sara' lunghissimo. Anzi - ha precisato - per certi aspetti saranno due campionati diversi perche' la Rai fa servizio pubblico e quindi una cosa diversa rispetto al privato". Facendo comunque "un sincero in bocca al lupo a Giovanni Floris" per la sua nuova avventura con La7, Giannini si e' poi detto "meravigliato in positivo" della qualita' che ha trovato in Rai da quando ci ha messo piede per preparare il programma, cioe' da circa un mese.

E con questo Giannini ha tentato di mettere a tacere le polemiche di chi lo ha accusato di essere stato lui stesso, fino a ieri, critico nei confronti di viale Mazzini. “Carrozzone Rai? Non avevo una conoscenza diretta della Rai, non ci avevo mai lavorato. Respiravo un certo clima da analista esterno, che dal momento in cui sono entrato dentro ho rivisto. Perché ho conosciuto le persone. Ho toccato con mano le potenzialità. La Rai quando si muove fa impressione. Ha una tale forza, una tale piattaforma culturale nel Paese che non ve n’è per nessuno”.

"Io - ha aggiunto - sono onorato di prendere la conduzione di Ballaro' perche' ritengo che sia un talk show di qualita'. Ovviamente - ha spiegato - qualcosa nel format cambiera'. Innanzitutto, vorrei ridurre quel 'rumore bianco' (cioe' le chiacchiere dei politici, ndr) che ha affannato il programma. Quindi ci sara' piu' spazio al lavoro della redazione, che e' straordinaria, cosi' come per gli inviati. Quello che vorrei, insomma, e' che si raccontino di piu' fatti e storie dal territorio, che si diano piu' notizie, perche' questo e' fare giornalismo".

Giannini ha anche dovuto difendersi dal fuoco amico degli ex colleghi di Repubblica. "Aveva scritto che uno stipendio pubblico non può superare i 248 mila euro annui. Il suo?” La risposta: “Dove hai letto che io ho scritto il tetto degli stipendi 248 mila euro? Tu non lo sai. Mai scritto, né detto. Renzi ha introdotto quel tetto e io su Affari e finanza ho scritto che gli stipendi dei manager sono vergognosi. Porre il problema di un ancoraggio dello stipendio del manager è doveroso. Ho trovato sempre rischioso fissare un tetto così rigido nel pubblico perché se no le migliori professionalità se le prendono i privati. La soluzione è ancorare lo stipendio dei manager o dei conduttori televisivi ai raggiungimento dei risultati”.

E poi ancora: "È vero che ti stai giocando buona parte della tua carriera?". La risposta: “Questi di Repubblica sono sempre esagerati”...

Il successore di Floris ha poi confermato la presenza di Roberto Benigni alla prima puntata e che il comico e regista non sara' pagato: "Lo fara' assolutamente gratis", ha evidenziato Giannini, aggiungendo che "sara' quindi un regalo che Benigni fara' alla Rai". Per le puntate successive, ha specificato Andrea Vianello, direttore di Rai 3, "cercheremo di coinvolgere altri maestri della satira", non confermando e non smentendo alcuni nomi circolati in questi giorni come Luciana Littizzetto. Giannini ha anche confermato la partecipazione della "sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi", Alessandra Ghisleri, e che ci sara' anche un contributo del sociologo Ilvo Diamanti. La trasmissione durera' mezz'ora in piu', fino a mezzanotte, e negli ultimi 5 minuti sara' mandata in onda una web serie satirica che si intitola "Il Candidato". Tratto dal format francese di grande successo "Henaut President!", di Michel Muller, racconta in 20 puntate l'esilarante corsa alla presidenza del Consiglio di Piero Zucca (Filippo Timi), un ex postino ingenuo, modesto e senza alcuna esperienza politica ma sostenuto da un partito che gli affianca un team di spregiudicati esperti della comunicazione nella convinzione che un politico si possa fabbricare e vendere come un prodotto di consumo.

Non potevano mancare ovviamente le polemiche contro Vianello relative all'ingaggio esterno.  "Io penso che la Rai debba essere la culla delle migliori professionalita' del Paese e il fatto che il vicedirettore di Repubblica abbia lasciato il suo incarico per venire a condurre Ballaro' credo sia una ricchezza per la Rai. Per noi Giannini e' un campione", ha risposto il direttore di Rai 3.

"Per Agorà ho scelto un interno, Gerardo Greco - ha detto ancora -. Ma penso allo stesso tempo che la Rai debba essere la culla delle migliori professionalità del Paese. Giannini in Rai è una ricchezza. Mi sembra normale che per sostituire un esterno come Floris abbiamo dovuto ipotizzare di andare a pescare ovunque. Massimo Giannini è la scelta migliore, è un campione. Anche Santoro e Lerner venivano dalla carta stampata”.

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