Bella Ma’, Diaco finisce nella bufera. Che cos’è successo
Doveva essere un’intervista su Ballando con le Stelle, è diventata un interrogatorio sulla vita sentimentale dell’ospite. È bufera su Pierluigi Diaco dopo la puntata di BellaMa‘ andata in onda martedì 3 novembre su Rai 2. Il conduttore ha incalzato Alberto Ravagnani, ex sacerdote della Diocesi di Milano e concorrente del programma di Milly Carlucci, sul suo orientamento sessuale. In meno di ventiquattr’ore il caso è passato dai social ai vertici della Rai.
Le domande della discordia
Ravagnani era in studio per parlare della sua esperienza a Ballando, del libro autobiografico “La scelta” e della decisione, annunciata a febbraio, di lasciare il sacerdozio. Il confronto ha preso presto un’altra strada. “Sei attratto dagli uomini o dalle donne?”, ha chiesto Diaco.
Ravagnani, visibilmente a disagio, ha risposto di essere attratto dalle donne, ma ha fatto notare che la domanda era fuori contesto. Ha poi detto di sentirsi messo in difficoltà su un terreno scivoloso per chiunque. Il conduttore non ha fatto marcia indietro.
Diaco lo ha accusato di centellinare le informazioni su di sé per ragioni d’immagine e gli ha ricordato il “dovere” di rispondere, visto che aveva scelto di esporsi. Quando l’ospite ha replicato che si comporta come chiunque altro, il conduttore è sbottato chiedendogli come si permettesse. Fa discutere anche un passaggio su Ballando: Diaco ha detto di non voler fare da passerella al programma di Rai 1.
Ballando prende le distanze
Mercoledì Milly Carlucci e gli autori di Ballando con le Stelle hanno diffuso una nota in cui definiscono “inaccettabile” quanto accaduto. Il testo non nomina né Diaco né BellaMa’, ma rinnova a Ravagnani affetto e solidarietà.
Secondo indiscrezioni, la produzione avrebbe deciso di non mandare più concorrenti nel programma di Rai 2 per il resto dell’edizione. La nota ufficiale però non annuncia alcun divieto, e la notizia resta da confermare.
Sui social le critiche sono state pesanti. Tra le voci più dure quella di Selvaggia Lucarelli, che ha parlato di un’intervista violenta e piena di rancore, chiudendo con una frecciata sulla vicinanza del conduttore a Giorgia Meloni.
Il caso arriva in Rai
Il Consiglio di amministrazione si è spaccato. Federica Frangi, consigliera indicata da Fratelli d’Italia, ha difeso il conduttore e giudicato sproporzionate le polemiche. Per lei un giornalista ha diritto di porre domande scomode, l’ospite di non rispondere, e Ravagnani aveva scelto di raccontare in pubblico la propria storia.
Di segno opposto la nota di Alessandro Di Majo, Roberto Natale e Davide Di Pietro. I tre ricordano di aver espresso solidarietà a Diaco poche settimane fa, quando era stato attaccato per il suo orientamento sessuale. Stavolta, scrivono, è lui a usare modi che rischiano di sembrare un’aggressione.
Anche la politica è intervenuta. Gli ex esponenti del M5S in commissione di Vigilanza Rai parlano di un’aggressione verbale e chiedono scuse pubbliche al conduttore e ai responsabili del programma.
La linea del conduttore
Diaco ha difeso la legittimità delle sue domande: chi sceglie di raccontarsi pubblicamente, anche con un libro, deve accettare un confronto diretto. Molti commentatori sottolineano però la contraddizione con le sue stesse parole.
In passato, interrogato sulla propria sessualità, il conduttore aveva sostenuto di non credere nelle etichette e che l’orientamento non definisce l’identità di una persona. Un precedente che oggi gli viene rinfacciato da più parti.
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