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Su Boffo scontro Feltri-Sallusti. A chi credi dei due? Sondaggio

Su Boffo scontro Feltri-Sallusti. A chi credi dei due? Sondaggio
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Su Boffo scontro Feltri-Sallusti. A chi credi dei due? Il sondaggio

Di Pietro Mancini

“Fu Alessandro Sallusti a dirmi che la fonte della velina anti-Dino Boffo era Sua eminenza,  il cardinal Tarcisio Bertone, che l’aveva data a Luigi Bisignani, ex P2, e alla sua compagna, la deputata di FI Daniela Santanché. Poi era arrivata a Sallusti”.

Vittorio Feltri ha vuotato il sacco sulla ben nota vicenda della “macchina del fango”, lo sgub (o presunto tale) del 28 agosto 2009, sul “Giornale”, che definì l’allora direttore dell”Avvenire”, il giornale della CEI, Boffo, come “noto omosessuale attenzionato dalla polizia”.

Feltri, nel 2012, raccontò tutto al pm napoletano, Gianfranco Scarfò, che l’aveva convocato per capire come avesse fatto ad accedere al casellario giudiziario. Oltre che alla toga, il giornalista bergamasco  ha riferito la verità anche all’”Espresso”, oggi in edicola.

A questo punto, diventa difficile la coesistenza, nel quotidiano fondato 30 anni fa da Indro Montanelli, tra il direttore, berlusconiano del “cerchio magico”, che ha smentito le affermazioni del collega, e l’ex numero uno del “Giornale”, di destra ma molto geloso della sua autonomia e che, nel suo ultimo libro, “Buoni e cattivi”,  ha scritto : “Sallusti fatica a dare il meglio di sè, come un tempo, dovendo, ormai, occuparsi più di politica che della direzione del quotidiano milanese”. E su Twitter, ieri, non ha escluso che la vicenda possa provocare conseguenze all’interno del giornale di via Negri.

Le rivelazioni dell’ “Espresso” evidenziano un inquietante contesto di aspre rivalità, di torbidi giochi di potere e di profonde divisioni, nelle alte gerarchie del Vaticano, con Boffo, che finì travolto dalla “macchina del fango” rossoazzurra ( i colori della veste cardinalizia e del declinante partito di Berlusconi) con una spruzzata di vecchia P2 di nonno Gelli e di nuova cricca P4. L’ha portata, anzi sussurrata, il “prezzemolone” delle italiche trame e dei complotti, spesso più fantozziani che sconvolgenti, il giornalista andreottiano Gigi Bisignani.

Dalla stampa alle Tv. Condivisibile, in fase di spending review, il “niet” di Gubitosi e del suo braccio destro, L’avv.Salvatore Lo Giudice, alla mega-richiesta di un esoso contrattone, avanzata dal conduttore bersaniano di Ballarò, Giovanni Floris.

Forse, Giovannino avrebbe potuto bussare alla porta della Tv pubblica della Turchia, il cui club calcistico più titolato, il Galatasaray, sborserà 15 milioni di euro, in 3 anni, al condottiero della fallimentare spedizione dell’Italia al Mundial, nonché maestro di etica, Cesarone Prandelli.
Ma il “compagno” Floris, assistito da Beppe Caschetto, non lascerà il nostro amato Paese e sarà accolto dal patron de La 7 Tv, don Urbano Cairo, che lo riempirà di soldi : la “modica” cifra di 4 milioni, spalmati su 3 anni, ha posto fine dell’ambizioso giornalista, furbone, collocandolo sul livello dei campioni della sua amata, nonché magica, Roma degli americani.