Con campagne di stampa “fuorvianti” finisce che queste “incidono negativamente” sulla riscossione del canone Rai nel suo complesso anche presso gli abbonati. Lo scrive il direttore generale Luigi Gubitosi nella lettera-chiarimenti che ha inviato alla commissione di vigilanza in risposta alle numerose richieste di chiarimenti circa le lettere – piu’ o meno mezzo milione quelle inviate ogni anno – per la riscossione del canone di abbonamento speciale inviate nelle scorse settimane a numerose aziende ed attivita’ commerciali.
Nella sua comunicazione alla vigilanza, Gubitosi spiega – a quanto si apprende – che la Rai ogni anno invia le lettere “con criteri di rotazione tra i diversi settori di attivita’”, ovvero a esercizi pubblici, strutture ricettive, artigiani, imprenditori e professionisti. I testi sono pressoche’ standard e “non ci risulta abbiano finora indotto in errore i destinatari”. Il dg di viale Mazzini precisa anche che la composizione degli elenchi dei destinatari delle lettere in quanto potenziali detentori di apparecchi radiotelevisivi per i quali e’ dovuto il pagamento del canone di possesso non e’ compito affidato a societa’ esterne, e’ copmpito solo ed unicamente della Direzione canone del servizio pubblico.
Precisato questo, il dg dice anche che queste lettere non sono “ingiunzioni di pagamento”, perche’ “non contengono alcuna intimazione di pagamento”, oltre che non condividerne la forma e le modalita’ proprie invece di una notifica. E inoltre, “in nessun passaggio della lettera in questione la detenzione e’ presunta”, tanto e’ vero che “testualmente – scrive Gubitosi alla vigilanza – si ‘invita’ il destinatario ad effettuare il pagamento solo nel caso in cui detenga l’apparecchio”.
Nella lettera il dg di viale Mazzini dice anche che le indicazioni fornite dal Mise “risultano idonee a dissipare ogni perplessita’ – quantomeno allo stato attuale dello sviluppo tecnologico – in ordine alla distinzione tra apparecchi assoggettati o meno al pagamento del canone”. Cio’ non toglie che si sia creato un problema di comunicazione oltre che di immagine, e cosi’ la Rai ora corre ai ripari: “per fronteggiare comunque il disorientamento creato dalla recente campagna di stampa, oltre ai consueti canali di contatto con il pubblico, la Direzione Canone ha attivato immediatamente – tiene a dire Gubitosi – anche nuove possibilita’ di comunicazione in modo da risolvere ogni eventuale dubbio”. Chiudendo la lettera con una sottolineatura legata agli effetti della polemica in atto: “colpisce ancor di piu’ perche’ la Rai sta investendo molto nel servizio all’utenza”.
Immediate le contro-polemiche. “Le parole del direttore generale Luigi Gubitosi in risposta alla lettera della Vigilanza sul canone speciale sono molto gravi. E’ inaccettabile che la Rai dia la colpa alla stampa, cui invece occorre rendere merito. Chiederò in ufficio di presidenza che la Vigilanza approfondisca la questione”. Queste le parole di Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai.
