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MediaTech
Cervello di ritorno in Italia, crea startup per le professioni del domani

Olanda, Cina, Polonia, Irlanda e poi il ritorno nella sua Napoli per realizzare la startup dei suoi sogni. Antonio Tresca, globetrotter, è il fondatore di DigitalDojo, una piattaforma online per selezionare e formare talenti digitali. Machine learning, copywriting, Google Ads, Data Analysis, programmazione con Python, sono solo alcuni dei corsi oggi disponibili sulla piattaforma.

“L’idea nasce dalla difficoltà estrema per le aziende italiane di trovare talenti digitali: un fatto che può sembrare paradossale in un Paese che ha la disoccupazione giovanile al 50% e dove ci sono 135mila posti da riempire, che non trovano risposta sul mercato del lavoro”, spiega Antonio Tresca (a sinistra nella foto con il fratello Giovanni).

Il globetrotter che fa carriera in Google                                                                                                                      Nato a Benevento 32 anni fa, vanta già una carriera ricchissima, vissuta tra Milano (formazione e laurea alla Bocconi), Erasmus in Olanda, un periodo di formazione all’Università di Pechino e poi le esperienze in azienda, prima in Nestlè, “quando il digital marketing era considerato ancora un marketing di serie B”. Mentre intanto sperimenta il web, aprendo un blog di tecnologia, Focustech.it. Esperienze che lo portano fino in Google, poco meno di sei anni fa, prima a Breslavia in Polonia, come Adwords e Analytics Specialist, e poi a Dublino, nella veste di Global Program Lead.

“Dopo quasi sei anni ero indeciso se continuare una carriera corporate, oppure mettermi in proprio. Ho deciso per la seconda opzione per ritornare in Italia e ho aperto un’azienda di consulenza in Media Buying e Pubblicità Online su Google Ads e Facebook Ads, insieme a mio fratello Giovanni, dalla quale è nata poi l’idea di DigitalDojo, l’accademia per la formazione digitale”.

Colmare il Digital Mismatch                                                                                                                                          L’idea di DigitalDojo nasce dalle esperienze di consulenza di Antonio che gli consentono di conoscere i problemi degli imprenditori, tra cui la difficoltà di trovare giovani lavoratori con competenze digitali specifiche: “Devo dire che il problema non c’è solo in Italia, ma qui da noi è più sentito. Le università hanno un approccio ancora troppo teorico e quello che impari studiando non è allineato alle richieste delle aziende. Io stesso ho studiato in Bocconi, ma le competenze che mi hanno permesso di lavorare in Google, le ho acquisite lavorando da solo ai miei progetti, come il blog. La nostra società di consulenza, WebGas.net gestisce budget di centinaia di migliaia di euro per i nostri clienti, aiutandoli a massimizzare i ritorni delle proprie campagne pubblicitarie online. Siamo un’azienda in continua crescita e abbiamo la necessità costante di trovare nuovi collaboratori. Proprio questa esigenza specifica ci ha fatto comprendere quanto è difficile per un’azienda trovare i giusti talenti, formarli e farli crescere. DigitalDojo.it nasce esattamente per affrontare questo problema”.

Secondo un’indagine Ocse (dati 2020) l’Italia si colloca al 25° posto su 31 Paesi per skill matching, ovvero per la capacità di abbinare le giuste competenze alla giusta posizione. Nella stessa indagine viene fuori che solo il 36% degli italiani tra i 16 e i 65 anni sa usare Internet in maniera complessa e diversificata, il livello più basso dei Paesi Ocse. Malgrado ciò solo il 30% degli adulti ha ricevuto formazione negli ultimi mesi (la media Ocse è al 42%).

Ed è proprio alle aziende che DigitalDojo punta, offrendo loro la possibilità di trovare sulla piattaforma talenti già formati e pronti a essere inseriti: “Lo stiamo costruendo come una palestra virtuale, che dà alle aziende gli strumenti per interagire con talenti digitali, scremare candidati già presenti, oppure strutturare percorsi di formazione per l’onboarding ed il reskilling della propria forza lavoro, secondo le loro necessità aziendali. La piattaforma permette ai talenti di superare assessment per verificare il livello di padronanza acquisito in una determinata area per misurare le proprie competenze, e costruire percorsi di formazione modulari personalizzati su misura per colmare le proprie lacune”.

La formazione nel Dojo                                                                                                                                          Marketing, data science e programmazione, queste sono le tre categorie dalle quali poi partono i corsi di formazione dell’Accademia, che hanno tutti docenti di grande esperienza. I “Sensei” della piattaforma hanno lavorato per Maserati, Pirelli, Xerox, Amazon, Microsoft, Nestlè. I loro corsi spaziano da Google Shopping, sviluppo web con Django e Python, Html e Css per le landing page, JavaScript, R, Sql e database e tanto altro.

“La logica con la quale scegliamo i corsi nasce da un dialogo costante con le aziende. Analizziamo le loro necessità e cerchiamo di dargli risposta, prendendo i docenti più verticali sulla materia in circolazione”, conclude Tresca.

 

 

 

 

 

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