Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Mediatech » Chi è Vittorio Brumotti: Striscia la Notizia, le aggressioni e le fidanzate (ricchissime)

Chi è Vittorio Brumotti: Striscia la Notizia, le aggressioni e le fidanzate (ricchissime)

Da Striscia la Notizia alle imprese in bicicletta. Il ritratto

Chi è Vittorio Brumotti: Striscia la Notizia, le aggressioni e le fidanzate (ricchissime)

Vittorio Brumotti, il ritratto del biker più spericolato d’Italia

“A bombazza!”. Da quasi vent’anni un urlo accompagna le incursioni di un uomo in sella a una bicicletta. È quello di Vittorio Brumotti, ligure di nascita e calabrese per metà di sangue, l’inviato che ha fatto del coraggio — e di una certa dose di incoscienza, dicono i più — un marchio di fabbrica.

Chi è vittorio Brumotti

Brumotti nasce a Finale Ligure, in provincia di Savona, il 14 giugno 1980, da padre ligure e madre calabrese. È un bambino quando, a undici anni, scopre il bike trial: una disciplina spettacolare e poco conosciuta, a metà tra la BMX e la mountain bike, in cui l’atleta deve affrontare percorsi a ostacoli senza mai poggiare i piedi a terra.

LEGGI ANCHE: Michelle Hunziker condurrà Zelig con un noto duo comico. Intanto arriva la prima foto ufficiale con Berruti

È amore a prima vista, e una vocazione che non lo abbandonerà più. Tra il 2007 e il 2008 vola negli Stati Uniti per allenarsi al fianco di campioni del calibro di Hans Rey, Jeff Lenosky e Ryan Leech, raffinando una tecnica che lo porterà ben presto sui libri dei record.

Il talento di Brumotti si misura in numeri da capogiro. Nel corso degli anni entra una decina di volte nel Guinness dei Primati. Il 6 dicembre 2008, al Motor Show di Bologna, supera ventotto sbarre tenendosi in equilibrio sulla sola ruota posteriore; nel 2009, in Sardegna, si tuffa in acqua da diciassette metri con la bicicletta davanti alle grotte del Bue Marino, a Cala Gonone, e poco dopo, sulla guglia naturale di Punta Caroddi — un picco a circa centocinquanta metri sul livello del mare — effettua settantuno saltelli in equilibrio sul retrotreno.

Ma l’impresa che lo consacra arriva nel 2012, quando risale in bicicletta il Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto del mondo: centosessanta piani, oltre tremilasettecento scalini, ottocentoventotto metri di dislivello, percorsi in due ore e venti minuti.

E lo fa nonostante la rottura del freno posteriore, che lo costringe ad affrontare gli ultimi piani in condizioni estreme. L’anno dopo, seguendo le orme dell’amico e collega britannico Martyn Ashton, cambia ancora pelle e inventa il Road Bike Freestyle: le sue acrobazie, da quel momento, le compie in sella a una normale bici da corsa.

L’arrivo a Striscia la Notizia

Il grande pubblico, però, lo conosce soprattutto come inviato di Striscia la Notizia, di cui fa parte fin dal 2008. All’inizio si occupa di temi quasi di costume — l’occupazione abusiva dei parcheggi riservati ai disabili — ma col tempo le sue inchieste virano verso la denuncia sociale più dura: la criminalità organizzata e, soprattutto, lo spaccio di droga nelle piazze italiane. A questo si aggiungono la conduzione di Paperissima Sprint e l’impegno, ormai pluriennale, al fianco del FAI per la tutela del patrimonio paesaggistico nazionale.

È proprio la guerra alle piazze di spaccio ad averlo trasformato, suo malgrado, in un personaggio scomodo e ripetutamente bersagliato. L’elenco delle aggressioni subite durante i servizi è lungo e impressionante.

Nell’autunno del 2017 finisce nelle cronache nazionali per quanto accade al quartiere San Basilio di Roma, una delle più grandi piazze di spaccio della capitale: dopo ore di insulti e minacce di morte, mentre chiede spiegazioni a sentinelle e pusher, sente esplodere due colpi d’arma da fuoco ed è raggiunto dal lancio di un mattone che ferisce a una gamba uno dei cameraman. A Ostia rischia il linciaggio e si salva solo grazie all’intervento della Guardia di Finanza; a Napoli, tra i quartieri di Barra e Ponticelli, viene accerchiato e costretto a nascondersi sotto la protezione dei carabinieri.

L’episodio che lui stesso ricorda come il più feroce è però quello di Brescia, nel febbraio 2021: in pieno giorno, in un quartiere residenziale, viene travolto da calci, pugni e sputi, con le attrezzature distrutte e il furgone della troupe danneggiato. «È l’aggressione più violenta che abbia mai subito, ho temuto il peggio», commenterà. E poi i machete brandìti contro di lui nei boschi di Gerenzano, le pistole puntate addosso nel Vercellese, i sassi e le bottiglie a Monza. Una sequela di episodi che, paradossalmente, non ha mai fermato la sua missione a pedali.

La vita privata

Lontano dalle telecamere, Brumotti vive a Milano ed è un tifoso sfegatato del Napoli. La sua vita sentimentale ha sempre incuriosito le cronache rosa: è stato legato fino al 2011 a Roberta Armani, nipote dello stilista Giorgio, poi dal 2012 al 2017 alla showgirl ed ex velina Giorgia Palmas, con cui ha anche condotto Paperissima Sprint; dal 2017-2018 il suo nome è accostato ad Annachiara Zoppas, figlia di Enrico Zoppas, presidente del gruppo San Benedetto.

Pochi sanno che Brumotti compie le sue acrobazie convivendo con una diplopia: da un occhio vede soltanto una frazione del normale, un dettaglio che rende ancora più sorprendenti gli equilibrismi a centinaia di metri d’altezza. Nel 2009, complice il physique du rôle, ha persino sfilato per Emporio Armani Uomo durante la settimana della moda di Milano.