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Petizioni sponsorizzate e nuovi finanziamenti: come funziona Change.org

Petizioni sponsorizzate e nuovi finanziamenti: come funziona Change.org
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Change.org è una piattaforma per lanciare petizioni on line. Un’impresa che, pur non facendo del profitto il primo obiettivo, ha attirato 25 milioni di nuovi finanziamenti. Con un modello di business basato su petizioni sponsorizzate

Altri 25 milioni di finanziamenti, l’attenzione (e gli investimenti), tra gli altri, di Richard Branson, Bill Gates e Arianna Huffington. Eppure Change.org, la più grande piattaforma al mondo per la promozione di petizioni on line, non punta al profitto. Fa parte delle cosiddette B Corps, imprese nate con un fine sociale. “Abbiamo l’opportunità di trasformare la partecipazione civile a livello globale”, ha dichiarato il Ceo e fondatore, Ben Rattray.

Ma come funziona Change.org? Il network ha 80 milioni di utenti in tutto il mondo. Chiunque può pubblicare una petizione e chiunque può diventarne sostenitore. La piattaforma regge grazie ai finanziamenti e alle petizioni sponsorizzate, il cui prezzo viene contrattato con il “cliente”. Cliente del tutto particolare: gli inserzionisti sono le Ong che decidono di spingere una campagna su Change.org.

Nell’ultimo anno gli utenti registrati sono passati da 35 a 80 milioni. La base clienti si è triplicata e oggi annovera 500 tra le più grandi organizzazioni non governative al mondo. Per ora Change.org non è, almeno dal punto di vista strettamente economico, un’impresa profittevole. Ma non è escluso che lo diventerà.

Per ora investe nella piattaforma quanto incassato. Avverrà anche con questo round di finanziamenti. Gli obiettivi sono tre: lo sviluppo su mobile; la creazione di strumenti che permettano agli eletti di interagire con i cittadini che aprono una petizione; ampliare il network portandolo su scala globale, anche attraverso la traduzione.

twitter@paolofiore