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MediaTech
Condè Nast punta sui video, ma non solo. Tre progetti per il 2015

"E' stato un anno importante per il gruppo Condé Nast. Il progetto digitale avviato nel 2012, nonostante il contesto difficile per l'Italia in generale e per l'editoria nello specifico, è andato avanti con decisione. In un mondo in cui l'80% delle interazioni coi media avvengono su uno schermo, dallo smartphone alla tv, abbiamo deciso di puntare con forza su un nuovo modello". Lo ha spiegato Giampaolo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Condè Nast Italia (nella foto in basso), oggi nel corso di una conferenza stampa in piazzale Cadorna, dove ha sede il gruppo editoriale, che pubblica testate come Vogue Italia, Vanity Fair e Wired. Presenti anche Domenico Nocco, Executive VicePresident Finance&Operations, e Fedele Usai, Deputy Managing Director. "Nel settembre 2012 è partito tutto da un documento che chiamammo 'Reinvent the business'. Chiuderemo bene l'anno, ma stiamo già sviluppando progetti per il 2015", ha aggiunto Grandi.

Al centro della 'rivoluzione' digitale del gruppo, che ora totalizza circa 15 milioni di utenti unici al mese, ci sono i video: la nuova piattaforma lanciata a marzo, CN Live, ha raggiunto a dicembre i 15 milioni di video views (rispetto ai 50mila del dicembre 2013) con 1,7 milioni di utenti unici. Dopo i social, i video sono la seconda fonte di traffico per il gruppo e il secondo fattore di crescita. 

Nel 2014 il fatturato pubblicitario sarà leggermente superiore a quello del 2013 (a perimetro omogeneo e cioè escludendo le testate chiuse Myself e Sposabella): circa 120 milioni. La pubblicità su stampa (105 milioni nel 2014) chiuderà con una leggera flessione: -1%. Il mercato farà almeno il -10%, come ha spiegato Nocco. Il digital cresce del 18% nel 2014 (il mercato è flat) e rappresenta il 10,5% del fatturato totale pubblicità. Guardando i soli brand che hanno una presenza digitale (Vanity Fair, GQ, Wired, Vogue) l'incidenza del fatturato sul totale pubblicità è pari al 15%.  

grandi
 

Tre sono i  grandi progetti già in cantiere per il 2015, anticipati da Usai. "Innanzitutto rafforzeremto l'asset digitale dei maschili (Wired, GQ, Uomo Vogue). Ora vale meno di 5 milioni di utenti, puntiamo per giugno ai 7 milioni.  Poi abbiamo un  nuovo prodotto in arrivo nel mondo beauty, che riunirà un ampio numero di blogger e influencer". Terzo asset, tutta l'area de 'La Cucina Italiana'. Il fatturato pubblicitario nel 2014 è stato di 1.2 milioni, con  una crescita del 200% rispetto al 2013 e una previsione di crescita del 25% per il 2015. L'anno prossimo sarà rinnovato il sito e saranno potenziate le attività della Scuola di Cucina Italiana

 

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