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MediaTech
"Il crowdfunding cambia il rapporto con i consumatori". Ecco come

 

di Paolo Fiore
twitter@paolofiore

Non solo banche. Anche in Italia sta prendendo piede un'altra forma di finanziamento: il crowdfunding. Progetti sostenuti con piccole e medie donazioni, in cambio di una "ricompensa". La prima piattaforma che ha adottato il meccanismo "reward based" in Italia è stata Eppela.
      
Com'è nata? Con il crowdfunding, naturalmente. "Il primo progetto finanziato dalla piattaforma, nel 2011, è stato la piattaforma stessa", afferma il fondatore Nicola Lencioni. "In un mese abbiamo raccolto 12 mila euro".

Per cercare finanziatori serve iscriversi, mettere online la propria idea e chiedere un contributo per un tempo massimo di 40 giorni. In caso di successo Eppela tratterrà il 5% della cifra raccolta. In caso contrario non verrà effettuata alcuna transazione.

Il fatturato mondiale del settore è stato di 2,5 miliardi di dollari nel 2012. Le stime puntano agli 8 miliardi nel 2013. Il crowdfunding italiano sta tentando di recuperare il tempo perso. Per tradizione e pigrizia, il canale preferenziale resta quello bancario. Fino a quando la crisi non ha stretto i cordoni della borsa. "L'attenzione è sempre stata focalizzata sull'equity, mentre si sarebbe dovuto prestare più attenzione al reward based". La differenza? Mentre nell'equity l'investimento si trasforma in una quota societaria, nel reward based il sostenitore riceve una ricompensa legata al progetto. Facciamo un esempio. L'obiettivo è 5 mila euro? Donando 10 euro si riceve una maglietta, con 100 il prodotto, con 200 il prodotto personalizzato. E così via. Ma non è solo questo. Nencioni sottolinea che "cambia il rapporto con i consumatori. Ai progettisti diciamo: date in cambio quello che non si può comprare. L'e-commerce c'è già e competere con giganti come Amazon è impossibile. Allora, se l'obiettivo del progetto è uno spettacolo, non regalate ai finanziatori i biglietti, vendete la possibilità di assistere alle prove".   

Con questa filosofia Eppela ha già finanziato 220 progetti: ogni 5 presentati, 2 centrano l'obiettivo. Con una accelerazione: "Nell'ultimo trimestre del 2013 - spiega Lencioni - siamo riusciti a finanziava un progetto ogni due giorni. Da gennaio a oggi viaggiamo a un progetto ogni 24 ore. Sono sempre piccoli investimenti, fino a 20 mila euro, ma è un segnale importante". L'ultimo progetto riguarda un accordo con Fattore Mamma, un circuito che raggiunge 7 milioni di utenti.

Le performance stanno sostenendo i conti di Eppela: "Saremo in pareggio a marzo 2014. Entro la fine dell'anno abbiamo intenzione di aggiungere uno zero ai nostri numeri. Ci sono alcune grandi aziende pronte ad autopromuoversi e a supportare i progetti con l'apertura di un'area mentore". Tra le ipotesi allo studio anche l'apertura all'equity.

Saranno queste la novità del nuovo anno. Assieme all'ampliamento del crowdadvertising: le imprese, attraverso la piattaforma e i sociale network possono elaborare strategie di comunicazione grazie ai dati raccolti. "Da qui ai prossimi 10 anni le imprese capiranno che il crowdfunding non serve solo per finanziare un prodotto ma anche per capire se i clienti lo vogliono".

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