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Digital Stakeholder Forum: ecco di cosa si è discusso

di Andrea Boscaro

La scorsa settimana a Bruxelles ha avuto luogo un importante evento presso l'edificio della Commissione europea, un evento a cui hanno partecipato molti stakeholder dell'economia digitale europea: si sono infatti affrontati aspetti sia di business che di carattere sociale. Contestualmente è stato presentato l'Indice dell'Economia e della Società Digitale ("DESI"), una fotografia eloquente delle situazioni disomogenee che vigono su questa materia tra i diversi Stati membri.

Diversi relatori del settore privato si sono succeduti nel dibattito nell'ambito delle diverse tavole rotonde: sono intervenuti anche funzionari della Commissione Europea come Roberto Viola che ha parlato della necessità, per quanto su basi "realistiche", di una riforma della protezione del diritto d'autore: un tema molto delicato in cui le condizioni sono mature per un un passo avanti a favore dei titolari di tali diritti così come dei consumatori. 

Anche il Vice Presidente della Commissione Europea Andrus Ansip e il Commissario per l'Agenda Digitale Gunther Oettingher sono intervenuti ed hanno tenuto importanti discorsi programmatici tesi a sottolineare quanto politiche comuni digitali per l'Unione siano un passo necessario nello scenario competitivo globale esistente.

Copia di desi
 

Tale accento su un approccio comune e realizzabile è particolarmente necessario di fronte alla frammentazione del mercato, sia da un punto di vista giuridico nazionale che da un punto di vista del mercato in cui le piattaforme digitali sono sempre più divise in ambienti chiusi e in competizione fra loro. Come risultato, gli aspetti fiscali nazionali e le norme continueranno a essere affrontati a livello comunitario in modo da renderli più omogenee così da creare un campo efficace per gli investimenti e gli sviluppi da parte delle imprese tradizionali e delle start-up mentre gli aspetti sociali, come i dati dei consumatori, devono essere presi sempre più in considerazione in particolare di fronte ai player internazionali americani e asiatici.

Un approccio comune per le imprese e la tutela dei consumatori sono necessari anche per aumentare la fiducia e gli investimenti così da favorire la crescita di un settore digitale europeo: tale industry è nota per essere "disruptive" nei confronti dei modelli di business e delle relative condizioni occupazionali oltre che assumere via via più rilevanza sul pianogeopolitico. 

Per questo motivo politiche digitali a livello di Unione Europea sono le uniche che possono essere efficaci per limitare le differenze tra i Paesi e per migliorare lo sviluppo economico e sociale dal punto di vista digitale e non solo.

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