Editoria, Angelucci e Lmdv pronti a lanciare un maxi-polo
Leonardo Maria Del Vecchio potrebbe presto tornare a muoversi sul fronte dell’editoria. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, l’erede del gruppo Luxottica starebbe ragionando su un’integrazione tra il polo dell’informazione di QN e il gruppo editoriale della famiglia Angelucci. La regia sarebbe, ancora una volta, quella di Gabriele Benedetto, ex amministratore delegato di Telepass, oggi vicepresidente di Lmdv Capital e considerato tra gli uomini più fidati di Del Vecchio.
I due perimetri sono già legati da un filo societario. A dicembre 2025 Del Vecchio ha rilevato dagli Angelucci il 30% del Giornale. A maggio 2026 Lmdv ha chiuso l’acquisizione dell’80% di Editoriale Nazionale, la società che pubblica QN, Il Giorno, La Nazione e il Resto del Carlino, con i Riffeser Monti rimasti in minoranza.
Il passo successivo, stando alle indiscrezioni, sarebbe un unico grande polo dell’informazione, dal profilo tendenzialmente di centro e centrodestra: da una parte le testate di QN, dall’altra Il Giornale, Libero e Il Tempo. Si tratterebbe, per ora, solo di ragionamenti preliminari: nessuna delle parti ha confermato e non risultano annunci ufficiali.
Nel disegno che Affaritaliani può raccontarvi, ogni testata avrebbe un ruolo preciso. Il nodo principale sarebbe Milano: il nuovo gruppo si troverebbe con due quotidiani generalisti nati e radicati nella stessa città, Il Giornale e Il Giorno.
Per evitare la sovrapposizione, Il Giorno potrebbe cambiare i propri connotati e diventare una sorta di quotidiano economico-finanziario, sul modello di Milano Finanza. La Nazione e il Resto del Carlino, invece, resterebbero fedeli alla loro vocazione locale, rispettivamente in Toscana e in Emilia-Romagna.
Resta da capire, però, chi comanderebbe. Gli Angelucci, infatti, secondo chi conosce il dossier, difficilmente lascerebbero ad altri il controllo di un gruppo costruito negli anni attorno a Libero, Il Tempo e, dal 2023, Il Giornale. Dall’altra parte, Del Vecchio arriverebbe al tavolo con la maggioranza di Editoriale Nazionale e con il 30% del Giornale già in tasca.
Nell’orbita Angelucci, intanto, potrebbe essere già entrato Rosario Dimito. Ma il condizionale, in questo caso, è d’obbligo. Uscito in estate dal Messaggero di Caltagirone, dal 1° settembre la firma economica era vicedirettore alla Sae di Alberto Leonardis, con delega a banche e finanza: un incarico soppresso dopo 21 giorni per “sopraggiunte esigenze organizzative”. Ora, secondo voci ancora da verificare, avrebbe iniziato a lavorare con gli Angelucci.
Mps, la linea di Leonardo sull’offerta di Intesa
Sul fronte bancario, intanto, “Lmdv” avrebbe già scoperto le carte. Negli ultimi giorni si sono rincorse voci secondo cui avrebbe trovato la quadra per portare le quote Mps di Delfin in adesione all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi.
Secondo quanto risulta alla nostra testata, venerdì scorso, 25 settembre, si sarebbe tenuta una videochiamata tra Del Vecchio e Francesco Milleri, presidente di Delfin e amministratore delegato di EssilorLuxottica. Nel corso del colloquio, Del Vecchio avrebbe fatto sapere che la linea è quella del sì all’offerta. E avrebbe invitato Milleri, in termini piuttosto netti, a non ostacolare la scelta e quindi ad allinearsi.
La posta è alta. Delfin è il primo azionista di Mps con il 17,5%. Il 29 ottobre l’assemblea della banca senese sarà chiamata a votare le contromosse dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, le offerte su Banca Generali e Banco Bpm, che richiedono la maggioranza dei due terzi dei presenti. E in questo quadro il voto della holding dei Del Vecchio potrebbe risultare decisivo.


