Fabrizio Corona diventa una serie tv su Netflix: "Ho un'idea del mondo in cui non esiste il bene" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 12:55

Fabrizio Corona diventa una serie tv su Netflix: "Ho un'idea del mondo in cui non esiste il bene"

La serie "Fabrizio Corona - Io sono la notizia" debutterà domani 9 gennaio su Netflix

di Matteo Posci

Fabrizio Corona - Io sono la notizia, la serie tv sull'ex re dei paparazzi vuole essere  "l'affresco di un Paese che dagli Anni 90 a oggi ha smesso di distinguere tra realtà e reality”

“Io ho un'idea del mondo in cui non esiste il bene. Non credo in nulla", così si apre il trailer della serie "Fabrizio Corona - Io sono la notizia" che debutterà domani 9 gennaio 2026 su Netflix. La docuserie in cinque episodi prodotta da Bloom Media House racconta l'epopea dell'ex re dei paparazzi con i contributi di figure chiave nella vita professionale e personale di Fabrizio Corona come Marianna Aprile, Platinette, Lele Mora, Nina Moric, Marco Travaglio e Costantino Vitagliano. L'obiettivo però "non vuole essere la sua biografia ma l'affresco di un Paese che dagli Anni 90 a oggi ha smesso di distinguere tra realtà e reality”.

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“Raccontare Fabrizio Corona significa accettare una sfida narrativa complessa:  - spiegano in una nota regista e autore Massimo Cappello e l'autrice Marzia Maniscalco - come si racconta l'uomo più sovraesposto d'Italia, colui che ha fatto della propria vita un reality show permanente? Il nostro obiettivo non è stato quello di giudicare il personaggio, né di assolvere l'uomo, ma di indagare le terre di confine: tra il bene e il male, tra realtà e finzione. Non volevamo solo documentare i fatti, ma svelare l'umanità fallibile dell'antieroe nascosta dietro la maschera del superuomo”.

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L'idea è stata quindi quella di utilizzare un tono leggero, "non per sminuire le vicende, ma per portare lo spettatore a riflettere con il sorriso". "Perché la vitalità disperata di Fabrizio, - spiegano Cappello e Maniscalco - quell'abilità di trasformare la caduta in spettacolo e il dolore in aneddoto, riesce sempre, anche nei momenti più drammatici, a trasformare la tragedia in una commedia umana".

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