Per un intero anno scolastico le telecamere hanno seguito una quinta del liceo Vittoria Colonna di Roma, dentro e fuori dalla scuola, fino alla maturità. Il risultato è Fomo, la serie in arrivo su RaiPlay che lascia parlare i diciottenni di social, amicizie, amore, ansia e paura di essere esclusi.
Le telecamere seguono per un anno gli studenti del Vittoria Colonna fino all’esame di maturità
Fomo arriva su RaiPlay dal 17 settembre dopo un anno trascorso insieme agli studenti di una quinta del liceo linguistico Vittoria Colonna di Roma. Pietro Daviddi e David Gallerano hanno seguito i ragazzi fino alla maturità, lasciando entrare le telecamere nelle lezioni, nelle feste, nei momenti di svago e nelle loro stanze. Il titolo viene da “Fear of missing out”, la paura di essere esclusi da ciò che fanno gli altri. È anche uno dei sentimenti che attraversano maggiormente il racconto. I protagonisti hanno diciotto anni, vivono gran parte delle relazioni anche attraverso il telefono e parlano apertamente del bisogno di essere accettati, del giudizio degli altri e della sensazione di dover mostrare continuamente una versione riuscita di sé.
La macchina da presa segue Tancredi, Valerio Clemente, Tea, Frida, Lucia e i loro compagni senza affidare loro personaggi o battute scritte. I ragazzi parlano come parlerebbero tra loro. “Raga”, “Amò” e “Bro’” ricorrono nelle conversazioni, insieme alle sigarette elettroniche che molti tengono spesso con sé.
Attacchi di panico, terapia e la pressione di essere sempre “al cento per cento”
Gli studenti raccontano anche gli attacchi di panico e le sedute con lo psicanalista. Qualcuno spiega di aver bisogno di “qualcuno che li stia a sentire”. Nelle loro parole compare la pressione delle “performance”, la richiesta di essere sempre “al cento per cento” e il desiderio di “piacere a qualcuno”.
I social entrano continuamente in questo rapporto con gli altri. I follower diventano un numero con cui misurarsi e uno dei ragazzi parla del peso di “una vita da follower”. La serie mostra anche una quotidianità molto più normale: amori, amicizie che si rompono e si ricompongono, feste, risate, pianti e l’avvicinarsi dell’esame di Stato, che coincide con la fine della scuola e con la separazione da un gruppo costruito negli anni. Le ragazze discutono dei rapporti con i coetanei maschi e della loro possessività. In uno dei momenti raccolti dalle telecamere arriva anche uno sfogo netto: “Odio gli uomini, devono schiattare tutti”. Parlando dei ragazzi quando sono in gruppo, li definiscono “stupidi”.
L’autocritica riguarda anche loro stessi. Un ragazzo descrive la propria generazione con “lo spessore di un foglio di carta”, un altro parla di “bambini grandi”. Sono frasi che convivono con giornate leggere e con la voglia di stare insieme, senza trasformare i protagonisti in adolescenti perennemente in crisi.
Dalla scuola alla politica, quello che interessa – e quello che resta lontano
Nel loro racconto la politica compare pochissimo. Una delle rare immagini legate all’attualità è un appello per Gaza visualizzato sullo schermo di un telefono. I ragazzi sembrano più concentrati sulle persone che hanno accanto, sulle relazioni e sui problemi immediati della propria età. Anche il rapporto con la cultura scolastica restituisce momenti molto diversi. Uno di loro ammette: “Golia per me è una caramella alla liquirizia”. Primo Levi viene confuso con il nome di un calciatore, mentre Giacomo Leopardi riesce invece a parlare più direttamente al loro disagio e al modo in cui vivono questi anni.
Fomo è un Original della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, scritto e diretto da Pietro Daviddi e David Gallerano. La serie è una produzione OUR FILMS, prodotta da Gabriele Immirzi, Lorenzo Mieli e Mario Gianani. Il racconto arriva fino all’esame di maturità. Dopo un anno davanti alle telecamere, gli studenti lasciano il liceo mostrando direttamente paure, fragilità, amicizie e aspettative con cui affrontano il passaggio successivo.


