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Gerry Scotti: “Ecco tra quanto andrò in pensione”. E sul possibile futuro in Rai…

Il conduttore festeggia 70 anni e si racconta

Gerry Scotti: “Ecco tra quanto andrò in pensione”. E sul possibile futuro in Rai…
Gerry Scotti durante il concerto “Torino in Fantastic” in occasione della festa di San Giovanni a Torino,, Italia – Cronaca – 24 Giugno 2025. (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse) Gerry Scotti during the concert “Torino in Fantastic” on the occasion of the feast of San Giovanni in Turin, Italy – News – June 24, 2025. (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)

Gerry Scotti festeggia i 70 anni e anche il successo della Ruota della Fortuna, che un anno fa pochi avevano previsto. “La scacchiera era ferma da un ventennio in un immobilismo che ci attanagliava. Cambiare – dice Gerry Scotti a Il Corriere della Sera – comporta anche rischio ed errore, il nostro editore ci aveva assegnato un obiettivo che variava dal presunto e sperato 16% di share a un 18-20% che nella stagione estiva sarebbe stato oro che cola. E ora fa il 25%. La Rai ci ha sottovalutati e così ci ha dato quella leggera spinta che forse non ci aspettavamo”. Gerry Scotti però alla vigilia dei 70 anni, li compirà il prossimo 7 agosto, non vuole sentir parlare di pensione: “Ci penserò seriamente alla fine del prossimo decennio”.

Gerry Scotti parla anche della concorrenza. “Stefano De Martino? Scherziamo sempre, all’inizio lui mi scriveva di non esagerare con gli ascolti. Ma il nostro è un casus da esaminare. Tutte le sere facciamo il 25% e 5 milioni ciascuno: numeri pazzeschi”. Ma Gerry Scotti allontana l’ipotesi di un suo possibile passaggio in Rai: “Mai. Carlo Conti è il Gerry Scotti della Rai“.

Poi chiude con un bilancio personale: “La vita è stata buona con me. Ho la consapevolezza di essere quel Gerry Scotti che è entrato nella vita della gente, lasciando un certo tipo di memoria e di segno. A 60 anni purtroppo avevo già smesso di giocare a pallone. Prima dei 70 ho dovuto mettermi una protesi totale al ginocchio. Con il Covid – conclude – sono finito praticamente in rianimazione. In quelle notti lì era obbligatorio arrivare al mattino dopo con una saturazione che superasse il 90. Quando vivi momenti così, tutto il resto sono veramente bazzecole“.