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James Dyson Award 2019, ecco la giuria del concorso

Architettura, design e tecnologia i mondi dai quali provengono Luciano Galimberti, Silvia Botti e Massimo Temporelli, i giudici selezionati quest’anno per fare parte della giuria nazionale del James Dyson Award, il concorso internazionale di design che, giunto alla sua 15esima edizione, è nato con l’obiettivo di sostenere l’inventiva e premiare le idee in grado di risolvere problemi reali. Esperienze diverse ma complementari quelle dei giudici del JDA, coinvolti per valutare e selezionare i progetti che accederanno alla fase internazionale dell’award e competeranno per aggiudicarsi il premio finale di 30.000 sterline (più 5.000 per l’università di provenienza).

I problemi che i designer e gli ingegneri progettano di risolvere sono i più disparati: da quelli legati all’ambiente e la sostenibilità alla sicurezza in auto, dal miglioramento di oggetti di uso quotidiano a invenzioni potenzialmente rivoluzionarie. Trovare la soluzione a un problema che altri ignorano è il motto di James Dyson e anche uno dei criteri di selezione dei progetti partecipanti al James Dyson Award, insieme alla valutazione di fattibilità e commerciabilità.

Due le fasi di selezione del concorso: la prima, quella nazionale di raccolta delle idee, si conclude l’11 luglio, seguita dalla comunicazione dei progetti che accedono alla fase successiva. La seconda, quella internazionale, vede il coinvolgimento degli ingegneri Dyson e di James Dyson in persona, il quale sceglierà tra i progetti selezionati il vincitore internazionale e i finalisti, annunciandoli il 14 novembre.

La Giuria nazionale: Luciano Galimberti, Silvia Botti, Massimo Temporelli

Design manager, Luciano Galimberti vanta una vasta esperienza in progettazione, con focus su architettura, interni, exhibit design e comunicazione. È dal maggio 2014 Presidente di ADI Associazione per Il Disegno Industriale.

Scelto per essere giudice del JDA e sfruttare la sua conoscenza del mondo del design alla ricerca di idee brillanti da promuovere, racconta che “Per l'ADI il design è la progettazione culturalmente consapevole, l'interfaccia tra la domanda individuale e collettiva della società e l'offerta dei produttori. La nostra filosofia sposa perfettamente quella del James Dyson Award: selezionare il progetto che risolve un problema reale e concreto, valutandone attentamente e consapevolmente fattibilità e commerciabilità.”

Architetto e giornalista, Silvia Botti è direttore del mensile Abitare dal 2014. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, la sua carriera ha spaziato tra il lavoro giornalistico – è stata, tra le altre cose, responsabile della redazione attualità di “Amica” e caporedattore centrale di “Casamica” – il coordinamento di progetti di ricerca sullo sviluppo della città di Milano e del Nord Ovest italiano e la comunicazione, seguendo lo staff di Stefano Boeri, assessore al comune di Milano, e supervisionandone le attività di ufficio stampa, pubbliche relazioni e fundraising. L’esperienza e il background di Silvia Botti la rendono un membro indispensabile della giuria nazionale del James Dyson Award anche per la conoscenza del pubblico dei più giovani, che è tra i lettori della rivista Abitare.

A questo proposito sostiene che “il pubblico giovane è quello maggiormente reattivo, curioso rispetto a ciò che lo circonda e preparato su temi attuali; il James Dyson Award vuole sostenere ingegneri e designer in erba e proprio per questo sono entusiasta di poter conoscere i progetti in gara. Sono felice anche di poter sfruttare la mia esperienza come comunicatrice, perchè la bontà di un progetto non dipende solo dall’idea alla base di esso, ma anche dalla capacità di saperlo proporre al meglio, in maniera chiara e puntuale.”

Classe 1973, una laurea in fisica e un’esperienza ventennale nella diffusione della cultura scientifica, tecnologica e dell’innovazione, Massimo Temporelli vanta inoltre una lunga collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, dove ha lavorato alla progettazione dei laboratori educativi e delle mostre scientifiche. Dal 2010, si dedica alla consulenza e alla formazione; tiene speech e seminari sulla storia delle tecnologia nelle scuole superiori, all’università e in diversi master e collabora con diverse testate come autore. Oltre a essere presidente e founder di The FabLab, laboratorio innovativo di stampa 3d, IoT e robotica, è anche autore e voce di alcune trasmissioni radiofoniche sul tema scienza, tecnologia e innovazione e, in tempi più recenti, è approdato a Rai 2, come tutor di scienza nel programma “Detto Fatto”.

Portare le idee e l’innovazione fuori dalle aule universitarie, aiutandole a concretizzarsi è per Massimo fondamentale: “Vedere un progetto trasformarsi in realtà, passando dalla fase di ideazione alla sua realizzazione, è fonte di incredibile soddisfazione. Il James Dyson Award valorizza le idee di menti brillanti e guidate da spirito innovativo e per me meritano assolutamente di essere ascoltate.”

Il James Dyson Award

Il 28 marzo si sono aperte ufficialmente le iscrizioni al James Dyson Award. Come ogni anno, James Dyson e il suo team di ingegneri e scienziati promuovono la ricerca di soluzioni per i problemi del mondo reale sottoponendo un brief molto semplice: progettare qualcosa che risolva un problema, piccolo o grande che sia.

James Dyson ha dichiarato: “Ingegneri e designer giovani dispongono di un’intelligenza vivace e senza limiti che li rende incredibilmente aperti al problem solving. Le loro idee possono essere facilmente respinte, ma se promosse e celebrate degnamente sono in grado di trasformare la realtà. Progettare un prodotto o una tecnologia è un processo lungo e complesso e il James Dyson Award celebra proprio il coraggio e l’inventiva dei giovani designer che intraprendono questo percorso. L’Award supporta la prossima generazione di inventori e li accompagna verso futuri successi. Sono curioso di scoprire quali idee sorprendenti ci porterà quest’anno il concorso”.

Il vincitore otterrà riconoscimento a livello internazionale grazie alla partecipazione all’award e un premio di 30.000£ in denaro per sviluppare la sua idea. Nel corso degli ultimi quindici anni il James Dyson Award ha ottenuto sempre maggior riconoscimento a livello internazionale, attraendo idee brillanti da tutto il mondo. Anche quest’anno saranno 27 i Paesi partecipanti.

I precedenti vincitori del premio – gli ideatori di O-Wind Turbine, la turbina eolica da città – hanno ideato una soluzione per sfruttare al meglio una risorsa ancora poco sfruttata, il vento urbano, per generare enegia elettrica. In passato, si sono aggiudicati il premio finale progetti ideati per contrastare i problemi legati alla sicurezza stradale, alla diagnosi precoce di malattie come il melanoma, allo sfruttamento eccessivo delle risorse, alla sostenibilità dell’industria tessile e allo spreco globale di cibo.

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