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La Civilità Cattolica parla del governo
La Civilità Cattolica

Civiltà Cattolica e il governo

 

Nell’ultimo numero di Civiltà Cattolica, quindicinale gesuita ritenuto la voce diretta del Papa e del Vaticano a causa dell’imprimatur di cui necessita per la pubblicazione, ha svolto, come prevedibile, un’analisi delle elezioni italiane del 4 marzo.

L’articolo di Francesco Occhetta notista politico, come prevedibile, non sembra entusiasta della vittoria delle forze populiste e sul governo si mantiene assai cauto, con la tradizionale cautela curiale, pur sottolineando che né il governo né il leader è stato eletto dal popolo:

 

La lunga crisi, durata 88 giorni, ha tenuto il Paese con il fiato sospeso, minacciato la tenuta delle istituzioni e fatto crollare le borse. Il Governo giallo-verde di Conte – che nasce senza forze popolari e socialiste di tradizione europea – è una scelta di compromesso. La realtà politica è più complessa delle idee e i fatti lo hanno dimostrato: l’alleanza tra M5S e Lega non è stata votata dal popolo; il presidente Conte non è stato scelto dal popolo; scegliere prima e poi decidere di non sostituire Savona non era stato deciso dal popolo. Eppure, tutte queste scelte sono state possibili e legittime per il principio democratico della rappresentanza.

 

Sulla coppia al comando si afferma:

 

“La responsabilità di governo è la soglia per diventare politicamente adulti. Per loro vale la massima romana, simul stabunt simul cadent, «insieme staranno oppure insieme cadranno». Qualora si passi da un contratto di governo a una vera alleanza politica stabile delle due ali del sistema, si potrebbe ridisegnare tutto lo scenario politico.”

 

Dunque per Civiltà Cattolica, i destini dei due leader sono ormai intrecciati.

Interessante anche i passaggi sul ruolo delle opposizioni e su quanto ha fatto il presidente della Repubblica Mattarella:

 

“Anche la Chiesa in Italia non si sottrarrà all’opera di coesione sociale, che svolge quotidianamente con le sue iniziative. Soprattutto accompagnerà con attenzione i grandi temi del pontificato di Francesco, come il lavoro degno e l’accoglienza degli immigrati, la giustizia e l’attenzione alle periferie, la cura dell’ambiente e una gestione dell’economia che includa le fasce più povere.

Il presidente Mattarella ha dunque consegnato al Paese un governo politico, difeso le prerogative costituzionali e sventato un ritorno alle urne. Quando il tempo scadeva, ha saputo girare la clessidra e aspettare con prudenza. Lo ha fatto in solitudine, ma alla fine gli italiani glielo hanno riconosciuto.”

 

Certamente l’attuale maggioranza governativa non incontrerà i pieni favori di Papa Francesco, soprattutto sulla questione dei migranti e dell’accoglienza (temi che lo avevano già visto contrapposto a Trump), ma su altre tematiche, come ad esempio quella dell’Ambiente, è possibile una buona sintonia con i Cinque Stelle che della questione ambientale hanno fatto un loro cavallo di battaglia ed hanno ottenuto il relativo dicastero.

 

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