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Rai, da Ballarò a Chi l’ha visto?, caos appalti: “Li gestisce un cartello”

L’INCHIESTA/ “Un cartello gestisce i nostri appalti”. Lo denuncia la stessa Rai, che sospetta l’esistenza di un accordo tra imprese fornitrici per gonfiare i prezzi delle commesse sulla postproduzione di alcuni programmi, tra cui Ballarò e Chi l’ha visto?. La tv pubblica sarebbe dunque parte lesa contro i suoi stessi fornitori. Indaga l’Antitrust

“Un cartello gestisce i nostri appalti”. Lo denuncia la stessa Rai, che sospetta l’esistenza di un accordo tra imprese fornitrici per gonfiare i prezzi delle commesse sulla postproduzione di alcuni programmi, tra cui Ballarò e Chi l’ha visto?. Indaga l’Antitrust.

A denunciare irregolarità sul sistema di appalti, è la Rai stessa che mesi fa ha inviato una segnalazione in procura a Roma, ma anche all’Antitrust. La denuncia, spiega Il Fatto, nasce da alcune missive anonime in cui si parlava delle offerte concordate dalle aziende. L’Antitrust ha aperto subito un’istruttoria su 23 imprese che secondo le ipotesi avrebbero stretto un accordo per garantirsi gli stessi appalti a prezzi gonfiati.

Molte delle imprese finite sotto la lente di ingrandimento di piazzale Clodio hanno clienti importanti, come Sky Italia, Wind e il minidtsero per i Beni Culturali. La lista dei programmi Rai coinvolti è lunga e importante: da Ballarò a Porta a Porta, da Chi l’ha Visto? a La storia siamo noi.

Nell’istruttoria, tra le altre cose, si legge che “l’incremento dei prezzi di aggiudicazione si è verificato per le procedure più importanti, assegnate prima dell’inizio della nuova stagione televisiva. Per dare un’idea della rilevanza delle gare in questione, basti considerare che il valore medio per le 20 commesse del periodo da luglio a ottobre 2013 è stato circa tre volte superiore rispetto a tutte le altre gare assegnate nel 2013.” Secondo l’Antitrust quindi “appare evidente e allo stesso tempo anomalo quanto avvenuto nell’estate 2013, quando per la ventina di gare che costituiscono la tornata più importante dell’anno è rilevabile un abbattimento dello sconto praticato dagli aggiudicatari, risultato mediamente inferiore a un quinto di quello “storico”.