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Le Atp Finals di Torino, il no della Rai e la convenienza di Mediaset (Retroscena)
La Rai si è ritrovata oltre che quadruplicata la richiesta dell'Associazione Tennisti Professionisti che è passata da 900.000 euro a 4 milioni di euro

Le ATP Finals di Torino, il no della Rai e la convenienza di Mediaset (Retroscena)
Fra i file tormentati di questi ultimi giorni che hanno messo un po' di benzina sul fuoco delle polemiche che hanno tormentato la Rai, anche l'acquisizione da parte di Mediaset degli incontri delle ATP Finals che resteranno a Torino fino al 2030. La Rai si è ritrovata oltre che quadruplicata la richiesta dell'Associazione Tennisti Professionisti che è passata da 900.000 euro a 4 milioni di euro (indiscrezioni così dicono).
In tempi di Olimpiadi e di Mondiali di calcio la Rai non ha ritenuto di poter soddisfare questa richiesta che prevede la trasmissione in chiaro di 8 incontri e con ascolti che diventano importanti solo per semifinali e finali e che comunque richiedono la partecipazione di tennisti del calibro di Sinner e Alcaraz.
Un discorso e una valutazione che hanno portato il direttore dei diritti sportivi Giuseppe Pasciucco e la Rai nel suo gruppo dirigenziale a non acquistare i diritti che sono stati così comprati da Mediaset. Fra le valutazioni fatte all'interno della tv pubblica anche quella legata al fatto che in Rai esiste un tetto pubblicitario che impedisce di infarcire quanto più possibile e su più reti gli spot (ricordiamo le questioni che portarono le ATP finals lo scorso anno a restare maggiormente su Rai2) tetto che evidentemente non ha Mediaset.
Ecco dunque la valutazione dell'azienda di Cologno Monzese di rientrare nei 4 milioni di euro spesi attraverso una efficace vendita di spazi pubblicitari, invogliando ancora di più i media buyer di quanto non avrebbe potuto fare Rai Pubblicità. E a proposito della concessionaria della tv pubblica, indiscrezioni e voci poi che circolano negli ambienti pubblicitari nostrani parlano di una raccolta pubblicitaria da record per il prossimo Festival di Sanremo, figlia naturalmente del successo di Sanremo 2025.
Del resto, si sottolinea dalle parti di via Asiago, attuale sede Rai, che ormai la maggior parte dei servizi pubblici europei, anche quelli con canoni molto più alti di quello italiano, come per esempio in Germania, non si investe più su questi eventi, per evidenti ragioni di opportunità economica. Rai fra le televisioni pubbliche europee è quella che investe di più su questi eventi sportivi, pur con un canone fra i più bassi in Europa.
