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L’“Effetto Traitors” contagia il mercato dei format: l’Italia risponde con il raddoppio su Prime Video in attesa di un futuro approdo in Rai? Retroscena

Dal successo globale di De Verraders al debutto imminente della seconda stagione italiana condotta da Alessia Marcuzzi, ecco come il “cospirazione pop” riscrive le regole dell’auditel

L’“Effetto Traitors” contagia il mercato dei format: l’Italia risponde con il raddoppio su Prime Video in attesa di un futuro approdo in Rai? Retroscena
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Mistero, tradimento e paranoia psicologica dominano la televisione contemporanea. Dal successo globale di De Verraders al debutto imminente della seconda stagione italiana condotta da Alessia Marcuzzi, ecco come il “cospirazione pop” riscrive le regole dell’auditel. Nel mercato globale dei format televisivi si è consolidata una tendenza irreversibile: il pubblico non vuole più soltanto guardare, vuole indagare. C’è un prima e un dopo nel settore dell’intrattenimento, e quel confine è tracciato dal cosiddetto “Traitors effect”. Al centro di questa rivoluzione internazionale si posiziona De Verraders, il mystery reality concepito originariamente da IDTV e lanciato nel 2021 sull’emittente RTL4 in Olanda. In pochi anni la scommessa si è tradotta in una corazzata da quaranta adattamenti nel mondo, capace di ridefinire radicalmente l’ecosistema dei palinsesti contemporanei.

Il format ha valicato i confini della TV tradizionale per dare vita a giochi da tavolo, carte, linee di abbigliamento e live experience immersive. Nel Regno Unito è stata persino annunciata una produzione teatrale costruita sui suoi pilastri narrativi: identità nascoste, mistero, atmosfere gotiche, strategia, alleanze e tradimenti. Il successo ha spinto i broadcaster globali a cercare ossessivamente programmi in cui lo spettatore si interroghi continuamente su ciò che è vero e ciò che è falso, influenzando in maniera evidente i palinsesti asiatici (con i coreani Apartment 404, Still Alive e Bloody Game) ed europei.

Un esempio calzante è A Party to Die For (prodotto da ITV Studios Netherlands): l’adattamento spagnolo dello scorso aprile su Antena 3, Una fiesta de muerte, è stato accolto trionfalmente con una media del 12,8% di share.

Il caso Italia: il ritorno blindato su Prime Video

L’onda d’urto del “Traitors effect” non ha risparmiato la Penisola. Dopo il debutto della prima stagione, la versione nostrana prodotta da Fremantle Italia del buon Marco Tombolini per Amazon MGM Studios è pronta a riaprire le porte della sua fortezza. Il 6 novembre, quindi siamo ormai alle porte, segna il debutto ufficiale della seconda attesissima edizione di The Traitors Italia, in esclusiva su Prime Video.

Il network ha pianificato un rilascio strategico in sei episodi distribuiti in tre blocchi settimanali: i primi tre appuntamenti saranno disponibili subito il 6 novembre, seguiti da due episodi il 13 novembre, fino al gran finale del 20 novembre. Alla guida del reality psicologico è confermatissima Alessia Marcuzzi, chiamata a gestire un tavolo di gioco ancora più spietato e privo di misericordia.

Il cast e la mina vagante del “Traditore Segreto”

La forza di questa seconda edizione risiede in un cast eclettico di 14 celebrità, capaci di intercettare trasversalmente generazioni e sensibilità diverse. Tra i partecipanti spicca la prima storica esperienza in un reality per Lorella Cuccarini, affiancata da nomi di peso del panorama digital, televisivo e pop come Giulia Salemi, Camihawke, Awed, Filippo Magnini, Francesca Barra, Biondo, Mario Ermito, Daniele Gattano, Pasquale La Rocca, Valentina Nappi, Giorgia Palmas, Jolanda Renga e Gianluca Torre.

A scompaginare le vecchie strategie e ad alimentare la paranoia tra i “Leali” ci sarà la vera grande novità regolamentare di quest’anno: l’introduzione del “traditore segreto”. Oltre ai Traditori canonici selezionati dalla Marcuzzi all’inizio, si muoverà nell’ombra una figura la cui identità rimarrà del tutto celata persino agli altri compagni di complotto per una parte del gioco. Un meccanismo studiato a tavolino per far saltare alleanze storiche e massimizzare il sospetto reciproco.

Un format che fa gola alla TV generalista, l’offerta alla Rai

Mentre la piattaforma streaming si gode il lancio – arricchito anche da esperienze immersive fisiche per i fan a Milano – il valore strategico del programma ha già acceso i radar della televisione lineare. Gira infatti con insistenza il retroscena, spifferato proprio da Affaritaliani, secondo cui Fremantle avrebbe proposto il pacchetto delle sei puntate alla Rai per una successiva messa in onda in chiaro su Rai 2 nella prossima primavera. Una mossa che confermerebbe la centralità di The Traitors come asse portante del nuovo intrattenimento, capace di unire la fluidità del video on demand alla forza aggregatrice dei grandi eventi della TV generalista.

Sarebbe un bel colpo per la Rai e sarebbe pure perfetto per dare un’anima nuova e fresca a Rai2. Nell’era del sospetto globale, il pubblico italiano si prepara alla tavola rotonda: scoprire l’inganno non è mai stato così intrattenente.

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