Christopher Nolan porta sul grande schermo il viaggio di Ulisse con un kolossal da 172 minuti, girato interamente in IMAX e guidato da Matt Damon. Mostri, dèi e battaglie accompagnano un reduce che tenta di tornare a Itaca con le violenze di Troia ancora nella memoria.
Dal cavallo di Troia a Polifemo, il viaggio di Ulisse diventa una storia sulle ferite della guerra
L’Ulisse interpretato da Matt Damon torna da Troia con la guerra ancora addosso. Il viaggio verso Itaca diventa nella lettura di Christopher Nolan il percorso di un reduce che attraversa naufragi, mostri e tentazioni mentre cerca di recuperare la propria casa e la vita lasciata vent’anni prima. Nolan affronta “la madre di tutte le storie”, quella del ‘ritorno a casa’, attraverso tre elementi che appartengono alla cultura greca e parlano anche al presente. Il trauma dei combattenti, la sacralità dell’ospitalità e la condanna dei morti insepolti accompagnano Ulisse lungo l’intero film.
La guerra di Troia occupa uno spazio decisivo. Nolan mostra le violenze, gli abusi e le uccisioni compiute durante la conquista della città, assegnando a quelle immagini l’origine del disturbo da stress post-traumatico del protagonista. Ulisse porta il ricordo della guerra anche nel confronto con Penelope, alla quale parla “dei tempi bui del presente ancora da superare”.
Il ritorno viene rallentato da un uomo che fatica a reinserirsi nella propria esistenza dopo ciò che ha visto e compiuto. Il viaggio fisico verso Itaca procede insieme alla ricerca di una stabilità che Troia ha distrutto.
Nolan lega questa lettura psicologica a “la legge di Zeus”, la xenía che regolava l’ospitalità nel mondo greco. Il padrone di casa doveva accogliere lo straniero, offrirgli acqua, cibo, un bagno, un letto e protezione. L’ospite era tenuto a rispettare la casa, evitare ogni abuso e ricambiare l’accoglienza appena possibile. La violazione di questa legge attraversa diversi passaggi del racconto. La guerra nasce anche da un’ospitalità tradita, mentre a Itaca i pretendenti di Penelope consumano le ricchezze di Ulisse e occupano la sua casa. Il ritorno dell’eroe coincide quindi con la punizione di chi ha trasformato l’accoglienza in sopraffazione.
Il film affronta anche la condizione dei morti senza sepoltura. Nel mondo greco i riti funebri garantivano all’anima l’ingresso nella comunità dei defunti. Chi rimaneva insepolto non raggiungeva pienamente il regno dei morti. Nolan usa questa credenza per riportare Ulisse alle responsabilità della guerra e ai corpi abbandonati dopo la caduta di Troia.
La riflessione sul trauma non riduce la dimensione spettacolare. Il cavallo di legno emerge dal bagnasciuga nella scena iniziale, abbandonato sulla spiaggia prima di essere trascinato dentro le mura della città. Il gigantesco Polifemo, dotato di un occhio verticale, divora i compagni di Ulisse cominciando dalla testa.
Battaglie, naufragi e apparizioni mitologiche riempiono quasi tre ore di film. L’esperienza annunciata come ‘terrific’ trova la sua forza nelle immagini realizzate dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema e nella scelta di girare l’intero lungometraggio con cineprese IMAX su pellicola da 70 millimetri. La musica di Ludwig Göransson, vincitore di tre premi Oscar, evita la tradizionale orchestra sinfonica. Il compositore ha utilizzato 35 gong di bronzo di diverse dimensioni, registrandoli insieme a sintetizzatori e strumenti ispirati all’antichità. Il risultato accompagna le battaglie con suoni ossessivi, metallici e ritmati.
Nolan dispone anche di uno dei cast più ricchi della sua carriera. Anne Hathaway interpreta Penelope, mentre Tom Holland è Telemaco, il figlio cresciuto senza conoscere il padre. Robert Pattinson veste i panni di Antinoo, il più aggressivo e viscido tra i pretendenti. Lupita Nyong’o interpreta sia Elena di Troia sia Clitennestra. Samantha Morton porta sullo schermo una Circe dai toni horror, Zendaya è la dea Atena e Charlize Theron interpreta Calipso, la ninfa che trattiene Ulisse sull’isola di Ogigia per sette anni.
Le discussioni sulle presunte derive woke hanno accompagnato l’uscita, ma le prime recensioni professionali negli Stati Uniti si sono concentrate soprattutto sulla portata produttiva e visiva. Tra le definizioni utilizzate compaiono “trionfo cinematografico” e “capolavoro visivo”, mentre il film viene già indicato tra i possibili protagonisti della prossima stagione degli Oscar. Le critiche riguardano la durata monumentale, alcuni dialoghi contemporanei e le libertà prese rispetto al testo di Omero. Nolan riduce inoltre la presenza degli dèi e affida molte delle disgrazie di Ulisse alle conseguenze psicologiche e materiali della guerra.
L’operazione rappresenta la produzione più costosa della carriera del regista. Il budget supera i 250 milioni di dollari e le previsioni indicano un debutto compreso tra 90 e 100 milioni di dollari nel solo Nord America. In Italia il film è nelle sale dal 16 luglio con Universal, mentre l’uscita statunitense è fissata per il giorno successivo.

