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MediaTech
Mark Zuckerberg, il profeta di FB, davanti ad un Congresso di ‘supersenior’

‘Facebook,per quanto riguarda la difesa dei dati ha commesso un errore, come compagnia non abbiamo avuto una visione sufficientemente ampia, le nostre difese tecnologiche non sono state sufficienti per evitare la fuga di informazioni e dati, in particolare nel caso di Cambridge Analitic. L’errore è mio e lo ammetto. Sono responsabile di quello che è successo’.

Così il profeta dei social Mark Zuckerberg si è scusato di fronte al il plotone di senatori del Congresso americano. Gli oltre 30 senatori della Commissione Giustizia e Commercio del Senato Americano hanno, dopo qualche minuto di educate formalità, aperto un fuoco di fila contro il modello di business di FB e soprattutto sulla negligenza mostrata dal gigante social nella difesa dei dati di milioni di utilizzatori.

FB è ormai incontrollabile. 2000 milioni di utilizzatori preoccupati

Chiaramente i senatori, a più riprese, hanno enfatizzato la preoccupazione degli oltre 2000 milioni di consumatori del social preoccupati per la difesa della privacy, per la difesa dell’identità democratica dei paesi nel momento del voto, per la difesa del linguaggio di odio o per l’eccesso di temi sessuali.

‘FB- ha confermato il giovane Presidente- è una compagnia idealista, ottimista, neutrale, aperta a tutte le idee e ha come obiettivo di connettere le persone nel mondo. Ripeto, abbiamo errato nel non assicurarci sufficientemente che i dati in nostro possesso non venissero usati ma, stiamo fortemente lavorando perché l’errore non si ripeta’.

FB è ormai incontrollabile. 20000 persone dedicate alla sicurezza

Alla naturale domanda, ripetuta da più voci, del come farete a rendere sicuro FB, Zuckerberg ha sostenuto che’ stiamo operando velocemente in questa direzione, non temiamo le critiche e, già dal prossimo anno, oltre 20000 persone lavoreranno per la sicurezza dei dati. Inoltre credo che il maggiore utilizzo di intelligenza artificiale ( un esempio di questa sarà il riconoscimento facciale) potrà dare un valore aggiunto nella direzione di rendere più sicuro FB’. Con l’intelligenza artificiale già possiamo cancellare in maniera automatica i linguaggi di odio in tutto il mondo’.

Per quanto riguarda la trasparenza, Zuckerberg ha confermato che è sicuramente necessaria ma bisogna evitare di dare documenti legali da leggere al consumatore perché sarebbero inutili.

‘Quello che bisogna offrire al consumatore è la certezza che i propri dati sono da noi perfettamente difesi e utilizzati solo per connettere le persone tra loro’.

FB è ormai incontrollabile. Serve una legge globale sulla privacy

Alla domanda se serve una legge americana sulla privacy il giovane profeta di FB ha obiettato che 'una normativa solo americana potrebbe non servire anche perché FB è un social operativo in tutto il mondo’.

Altra priorità per l’anno in corso della compagnia è garantire verso gli utilizzatori la neutralità politica di Fb e soprattutto la garanzia che i dati privati non potranno essere utilizzati da alcuno per condizionare o manipolare elezioni in qualsiasi paese.

'A questo proposito-ha sostenuto Zuckerberg- posso confermare che sono state chiusi ben 470 siti in Russia e circa 270 in America che non garantivano la necessaria sicurezza ed indipendenza'.

Le scuse erano previste, quello che non era previsto è avvertire la sensazione che il 'mostro' FB, nel bene e nel male, è ormai incontrollabile.

Difficilmente si troveranno leggi in grado di contenerlo. 

E l’audizione al Congresso del giovane profeta di Fb ha dimostrato proprio che sono pochi i giovani che hanno in mano il potere della rete e sono molti i senior che, pur avendo nelle mani il potere della politica ,non sembrano essere in grado di trovare le regole giuste affinché i giganti del social difendano i dati dei cittadini del mondo, paghino le tasse in ogni parte del mondo (e non solo dove costano meno) e soprattutto non divengano strumenti per manipolare testa e fisico di un oceano di consumatori.

Un potere immenso che, dal 2004, ha cambiato totalmente il modo di relazionare, vivere e fare business in tutto il mondo.

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