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MediaTech
Microsoft porta Samsung in tribunale per le royalties di Android

Microsoft ha dato il via ad un’azione legale contro Samsung a New York. L'accusa al brand coreano è di non pagare le licenze intellettuali richieste per lo sfruttamento di alcuni brevetti Microsoft sui devices Android.

Nel 2011 Microsoft e Samsung siglarono un contratto per scambio di brevetti tramite pagamento dei diritti di utilizzo. Con questo cross-licensing agreements l'azienda asiatica ottenne l’utilizzo dei brevetti per i propri devices Android.  Solo che da settembre dello scorso anno Samsung ha cambiato posizione ritenendo che il contratto non sarebbe più valido dal momento in cui la compagnia americana ha deciso di acquistare Nokia. Da lì settimane di di discussioni per provare a risolvere pacificamente la diatriba sino a questo epilogo che apre alla via giudiziaria.

Equo compenso: consumatori, Samsung 'scarica' aumento su clienti - "Continua l'offensiva dei produttori di apparecchiature elettroniche per far pagare ad altri cio' che la legge impone paghino loro. L'occasione e' l'aumento dell'equo compenso, cioe' del balzello che si paga al momento dell'acquisto di apparecchiature elettroniche (pc, smartphone, tablet, hard disk, pen drive usb ecc.) capaci di copiare su files digitali contenuti protetti dal diritto d'autore". La denuncia arriva da Federconsumatori e da Adusbef, secondo cui "lo paghiamo tutti, forfettariamente, sia che i dispositivi acquistati vengano davvero usati per copiare prodotti coperti dal copyright, sia che no".

E' una voce "di cui il consumatore non si accorge perche' e' ricompresa nel prezzo di vendita" e che viene versata dai produttori alla Siae che poi provvede a ripartirla tra gli autori. Nei mesi scorsi - aggiungono Federcomsumatori e Adusbef - "c'e' stato un lungo braccio di ferro tra le organizzazioni dei produttori di apparecchiature elettroniche, contrari agli aumenti, e la Siae che invece chiedeva consistenti adeguamenti. Al termine il ministro della Cultura Franceschini, cui spetta per legge la decisione, ha varato gli adeguamenti, precisando che a pagare debbono essere i produttori, non i consumatori. Insomma per Franceschini i prezzi debbono restare inalterati - cosi' come chiesto da Federconsumatori ed Adusbef al tavolo di discussione ministeriale - e tutto dev'essere risolto in una redistribuzione dei profitti a scapito dei produttori, che gia' lucrano abbondantemente sul prezzo di vendita, e a vantaggio degli autori. Queste le premesse".

Solo che - si aggiunge - i produttori fanno diversamente e "uno dopo l'altro stanno dichiarando guerra aperta agli autori, al governo e in definitiva ai consumatori". Nei giorni scorsi ha cominciato Apple che ha varato nuovi listini dei suoi prodotti "per rientrare - denunciano Federconsumatori e Adusbef - della quota di profitto che perderebbe con l'aumento dell'equo compenso. Oggi e' stata la volta del colosso del settore, Samsung, che ha adeguato i propri listini". Federconsumatori e Adusbef, che hanno gia' assunto iniziative con la Siae per fare in modo che a pagare non siano ancora una volta i consumatori, chiedono al ministro Franceschini "di far sentire la propria voce, richiamare i produttori di apparecchiature elettroniche al rispetto delle indicazioni governative e - se necessario - ad adottare adeguati provvedimenti e sanzioni".

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