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Un supercomputer per il Politecnico di Losanna e le università di Ginevra e Losanna. Il BlueGene/Q realizzato da IBM, quattro volte più performante dei suoi predecessori (il BlueGene/L del 2005 e il BlueGene/P del 2009), ha una potenza di calcolo di 172.7 teraflop e può eseguire 172mila miliardi di operazioni al secondo, pur posizionandosi fra i primi dieci supercomputer più "green" grazie al suo basso consumo energetico. Grazie alla miniaturizzazione sempre più spinta è anche più piccolo, potendo essere ospitato in un solo armadio in luogo dei quattro necessari per il BlueGene/P.

Il supercomputer BlueGene/L di IBM

Installato lo scorso novembre, dopo una serie di test il BlueGene/Q è entrato ufficialmente in servizio il 28 gennaio, a disposizione dei ricercatori delle tre istituzioni sul Lago di Ginevra che condividono le risorse di computing superprestazionale attraverso il consorzio Cadmos (Center for Advanced Modeling Science). In particolare, il nuovo supercomputer che sarà impiegato nelle ricerche sul cervello umano, sul clima o sulla superficie terrestre.

Fino a oggi IBM ha installato 25 BlueGene/Q in tutto il mondo, ma quello ginevrino si distingue per la capacità di storage di ben 2,2 petabyte.

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