Il settimanale francese Nouvel Observateur cambia faccia e nome. Qualcosa di più di un semplice restyling nel cinquantesimo anniversario della sua nascita. A marcare la differenza con il passato, c’è anche il cambio di nome: di chiamerà L’Obs. “E il nome con il quale il giornale viene chiamato dai lettori” dice il direttore editoriale Matthew Croissandeau. Un po’ come se in via Solferino decidessero di chiamarsi solo “Corriere”.
Oltre al nome c’è di più: lo stile della copertina diventa più deciso e accattivante. Testata urlata in stampatello e pagine interne più vicine a giornali di impatto visivo come Vanity Fair e GQ. Ma nessuna volontà di attrarre i lettori dei magazine. “L’Obs resta il giornale di chi vuole leggere”, dice Croissandeau.
L’anima rimane quindi quella impegnata di sempre, privilegiando l’inchiesta all’analisi grazie anche alla nascita di una “unità investigativa” interna alla redazione. Una tendenza confermata dal fatto che la copertina sarà decisa solo in base al peso della notizia. Un’ovvieta? Sì, ma che fino a ora non è stata seguita, privilegiando spesso la politica interna a inchieste ed economia.
Meno spazio a due argomenti come psicologia e salute (nonostante il loro successo). E più articoli su cultura pop e new media: web, tv, videogame. Una delle poche cose che non cambia è il prezzo di copertina: 3,80 euro.

