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Ore 14, Perrino: "Tossicodipendenti indisturbati nel cuore di Milano". VIDEO
Angelo Maria Perrino 

Rai 2, il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino ospite a Ore 14

Il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino è stato ospite oggi, giovedì 2 maggio, del programma “Ore 14” condotto da Milo Infante su Rai 2. Tanti i temi di attualità trattati, così come gli episodi di cronaca affrontati. A iniziare dal caso del 91enne di Napoli in coma perchè spinto da un ragazzo tedesco di 25 anni senza fissa dimora. L'anziano, papà del titolare di una storica caffetteria della piazza, gli aveva offerto poco prima da mangiare, chiedendogli però di allontanarsi dai tavoli. Il giovane, che soffre di “disagio mentale”, è al momento in carcere ma, ha commentato il direttore Angelo Maria Perrino, “rimane il problema degli episodi di microcriminalità nei confronti dei quali abbiamo le armi spuntate. Anche quando i Carabinieri fermano soggetti del genere, e li portano in Questura o in caserma in attesa della convalida dell’arresto, queste sono ‘sovraffollate’... Insomma, la nostra società non è attrezzata ad affrontare questi episodi”.

GUARDA L'INTERVENTO DEL DIRETTORE DI AFFARITALIANI.IT ANGELO MARIA PERRINO A "ORE 14"

 

Si è passati poi a visionare il video pubblicato in esclusiva da Affaritaliani.it di un grave episodio di consumo e spaccio di droga in una via traversa di Corso Buenos Aires. “Si sono riparati in quell’area, e tutto ciò succede nel pieno evolvere della vita milanese”, ha commentato il direttore Angelo Maria Perrino. “Sembrerebbe quasi che, siccome mancano i posti in carcere, ci sia una ‘direttiva’ di lasciar perdere i tossicodipendenti”. 

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Si è tornati poi a parlare dell’omicidio di Giulia Cecchettin, uccisa dal reo confesso ex fidanzato Filippo Turetta. In questi giorni è in atto una “corsa” degli inquirenti per evitare che scadano i termini previsti per la custodia cautelare in carcere, mentre si dibatte sulla configurazione o meno della premeditazione. “Davanti a un caso così conclamato - si è interrogato il direttore di Affaritaliani.it - Perchè non si è fatto il processo per direttissima? Si sarebbe evitato il rischio che salti tutto, e ancor di più si sarebbero evitate le teorie complottiste di chi grida alla finzione”. E ancora: “Il vero problema rimangono i tempi della giustizia, specialmente in casi così noti”.

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Infine gli ospiti in studio sono tornati ad affrontare il mistero della morte di Liliana Resinovich. “È una vicenda che va avanti da anni, quindi tutto fa cronaca, notizia. Per me - ha commentato Perrino - al momento c’è un pareggio tra questi due uomini (il marito Sebastiano Visintin e "l'amico speciale" Claudio Sterpin ndr), perchè gli indizi non hanno portato a svolte. Quindi o si tratta di suicidio o esiste una terza persona da cui Liliana si sarebbe recata. Io però tendo a escludere la responsabilità e del marito e dell’amante”.






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