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Rai, l’Usb “mette all’indice” tre giornalisti e scoppia la bufera. Nel mirino Monteleone, Brunori e Boccia, cos’è successo

L’Usb – Coordinamento Rai pubblica su Instagram nomi e foto di tre giornalisti per una petizione contro la “propaganda dell’occupazione”: scoppia la polemica.

Rai, l’Usb “mette all’indice” tre giornalisti e scoppia la bufera. Nel mirino Monteleone, Brunori e Boccia, cos’è successo

Rai nella bufera social: la petizione dell’Usb contro tre volti del servizio pubblico spacca sindacati e politica

Un post su Instagram con nomi e volti di tre professionisti Rai, usato come richiamo per una raccolta firme contro la presunta “propaganda dell’occupazione” nell’informazione pubblica sul conflitto a Gaza. È quanto ha pubblicato nelle ultime ore l’Usb – Coordinamento Rai, il sindacato che si definisce “antagonista”, scatenando una reazione durissima e trasversale. Nel mirino sono finiti il conduttore di Filorosso Antonino Monteleone, il corrispondente da Gerusalemme Giovan Battista Brunori e la direttrice dell’ufficio stampa Rai Incoronata Boccia. Nella petizione, rilanciata anche dal collettivo Palestine Action Italia, si chiede un’informazione pubblica che non sia veicolo di quella che viene definita propaganda dell’occupazione.

La presa di posizione più netta è arrivata dal sindacato dei giornalisti Unirai Figec, che ha chiesto alla Rai di individuare i responsabili del post e di perseguirli in sede sia civile sia penale, definendo l’iniziativa una vera e propria individuazione mirata dei tre colleghi. Sul fronte politico, il senatore Maurizio Gasparri, componente della Commissione di Vigilanza Rai, ha parlato di iniziative che rischiano di trasformarsi in liste di proscrizione, esprimendo piena solidarietà ai tre professionisti. Sulla stessa linea i rappresentanti di Fratelli d’Italia in Vigilanza, che hanno evocato un clima da caccia all’uomo paragonabile ai periodi più bui degli anni Settanta, chiedendo alla politica di stigmatizzare simili iniziative. Anche gli esponenti di Noi Moderati in Commissione, Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini, si sono uniti alle proteste.

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Pochi giorni prima proprio Brunori, con i suoi servizi per Tg1 e Tg2, era stato destinatario di una richiesta di rettifica da parte di Mohammad Hannoun, considerato il capo della cellula di Hamas in Italia e detenuto in regime di alta sicurezza dal dicembre scorso, riguardo a un pezzo sui coloni israeliani. Anche Monteleone non è nuovo alle polemiche di queste settimane: nei giorni scorsi era già finito al centro delle critiche per un post sui social sulla situazione a Gaza, oltre a dover affrontare un procedimento giudiziario legato a un servizio del 2017 delle Iene sul caso David Rossi, per il quale la Procura di Genova ha chiesto una condanna a otto mesi di reclusione.

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