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Rai, per l’Ue la legge Renzi è compatibile con il Media Freedom act: ecco che cosa significa

Rai, per l’Ue la legge Renzi è compatibile con il Media Freedom act: ecco che cosa significa

Nel giorno in cui Rai centra dopo 8 anni un risultato netto positivo per 9,3 milioni di euro arrivano dall’UE rassicurazioni sul Media Freedom Act rapportato al nostro paese. Secondo quanto si apprende per l’Unione Europea l’attuale legge Rai, promulgata a suo tempo dal governo di Matteo Renzi è compatibile con il Media Freedom Act. Il governo dunque può avere due membri nel Cda, mentre andrebbe risolto l’inghippo sul sistema di voto per la presidenza della televisione pubblica, quello cioè che prevede la maggioranza qualificata dei due terzi. L’UE poi rileva come la legge Rai, fra quelle delle televisioni pubbliche europee, sia fra le più rispettose del Media Freedom Act, sconfessando in qualche modo le cassandre che dicevano il contrario.

Non solo, l’UE avrebbe chiesto all’Italia anche una maggiore certezza di risorse per la televisione pubblica italiana da inserire nella nuova normativa. Nei prossimi giorni il titolare del dicastero dell’Economia Giancarlo Giorgetti verrà ascoltato dall’ottava Commissione e renderà note queste osservazioni che gli sono state comunicate dalla UE. Percorso dunque in discesa per la riforma della legge sulla Rai, con le modifiche di cui sopra. Si starebbe valutando anche la modifica relativa ai due mandati che impediscono con l’attuale legge ad un componente del CDA Rai di essere nominato per una terza volta. Soluzione questa che permetterebbe la permanenza in Consiglio per esempio di Gampaolo Rossi e Simona Agnes.

Ma cosa accadrà ora? Se la riforma sarà con modifiche annesse ci si troverà di fronte a due strade. La prima che porterà questo Cda all’uscita dalla Rai, con la nomina di un nuovo Consiglio, magari con una durata allungata a cinque anni. Questa via appare molto attraente a questa maggioranza, che cosi potrebbe scavallare le elezioni del prossimo anno. Poi c’è la via che lascerebbe in carica questo Consiglio fino alla sua naturale scadenza, agosto 2027, ma con il “rischio” che il quello nuovo venga nominato da altro governo vista la scadenza elettorale del prossimo anno.

Anche a questo proposito occorrerà capire se si andrà alle urne in primavera o in autunno 2027. Insomma, partendo dal fatto che l’attuale legge Renzi sulla Rai non viene bocciata dall’Unione Europea, anzi il contrario occorrerà capire cosa vorrà fare l’attuale governo. Nel frattempo, a proposito delle buone notizie licenziate dall’ultima riunione del Cda Rai, all’interno della televisione pubblica si fa notare come, più che all’azionista di maggioranza della tv pubblica, cioè il MEF, che pure è molto soddisfatto dell’utile portato a casa dalla Rai, quelli che saranno più contenti di questa gestione saranno i dipendenti della tv di Stato che per la prima volta avranno un premio di produzione al 100%.